12 AGOSTO

11 Agosto 2023

Oggi, ma nel 1866, a Cormons di Gorizia, ancora facente parte dell’impero austriaco nella villa di Giuseppe Tomadoni, in via Piave, allora abitazione del podestà, il conte Camillo della Torre, veniva firmato l’armistizio che affermava la cessazione delle ostilità tra il regno d’Italia e l’impero asburgico, nel drammatico contesto della Terza guerra d’indipendenza italiana. Il Belpaese era rappresentato dal generale e conte Agostino Petitti Bagliani di Roreto, l’Austria, invece, aveva come referente il pari grado militare, nonché barone, Karl Moring.

Quanto stabilito a Cormons (nella foto, particolare, la lapide commemorativa apposta sulla facciata dell’edificio storico ospitante i delegati aventi diritto di stipula) congelava la non doma situazione bellica: che di fatto si attestava con le truppe del generale tricolore Raffale Cadorna che erano giunte fino a Gradisca d’Isonzo, ma con le formazioni austriache ancora intente a non mollare e a reggere le loro posizioni difensive nel quadrilatero. Tutto ciò sarà preludio alla stipula del più sostanzioso trattato bilaterale di pace che avverrà, a Vienna, il 3 ottobre successivo, sempre tra le due medesime rappresentanze nazionali, ma con la mediazione francese. Il trattato viennese sancirà la chiusura definitiva della breve, ma feroce Terza guerra d’indipendenza italiana, già menzionata. Ossia la contesa risorgimentale scoppiata il 20 giugno di quel 1866 e combattuta sia in quel che restava del prestigioso regno Lombardo veneto sia nel mare Adriatico, con la batosta di Lissa, del 20 luglio 1866, inferta dalla flotta austriaca alle forze navali italiche. In quel frangente della stipula viennese le garanzie verranno apposte, nero su bianco, dal generale Luigi Federico Menabrea, per l’Italia, e dal suo omologo transalpino, Emmanuel Felix De Wimpffen.

Verrà decretata, tra l’altro, la cessione, da parte dell’Austria, del Veneto, del Friuli, della provincia di Mantova alla Francia che poi avrebbe girato quei possedimenti all’Italia. Per lungo torno di tempo correrà voce popolare che l’armistizio di Cormons in verità fosse stato firmato in un’osteria di Sant’Andrat del Cormor, frazione di Talmassons, in quel di Udine, che poi diverrà nota come “Osteria dell’armistizio”, perché, il 28 luglio precedente, in quella locanda, si erano incontrate le commissioni delle due entità contendenti, dopo essere state al ponte di Brazzano, frazione di Cormons, per fissare la linea di demarcazione a seguito della tregua, fissata dai comandi dei due eserciti, il 24 luglio di quel 1866.