12 FEBBRAIO

Oggi, ma nel 1994, a Oslo, in Norvegia, nella Galleria nazionale, due ladri, con il volto coperto, destinati a rimanere anonimi, rubavano L’Urlo, del pittore norvegese Edvard Munch, tra i dipinti più conosciuti al mondo, realizzato nel 1893.
Avveniva nello stesso giorno della cerimonia di apertura delle XVII Olimpiadi invernali di Lillehammer, che, alla data di chiusura, il 27 febbraio successivo, passeranno alla storia dei giochi a cinque cerchi sulla neve come l’edizione con il maggior numero in assoluto di medaglie d’oro conquistate da atleti italiani, a contare da Chamonix-Mont-Blanc 1924.
Saranno sette, facendo posizionare il Belpaese al quarto posto nel medagliere, dopo Russia, con undici titoli del metallo più pregiato, Norvegia, con dieci, Germania con nove. Manuela Di Centa, di Paluzza, in provincia di Udine, in Carnia, di 31 anni, nel fondo femminile, in particolare, andrà a segno in tutte e cinque le gare disputate nella specialità, incassando due ori, due argenti e un bronzo.
Nel dettaglio si piazzerà seconda nella 5 chilometri, prima della 15, prima della 30, seconda nell’inseguimento, terza nella staffetta con Stefania Belmondo, Bice Vanzetta e Gabriella Paruzzi. L’iconico dipinto del maestro di Løten realizzato a tempera e pastello su cartone, di dimensioni 91 per 73,5 centimetri, ritenuto un capolavoro dell’angoscia da parte dei critici d’arte, veniva sottratto (nella foto, particolare, durante il recupero) impiegando appena 50 secondi di tempo e lasciando al posto del quadro il biglietto beffardo con sopra scritto: «Grazie per le scarse misure di sicurezza».
L’opera, quotata tra i 90 e i 120 milioni di dollari, verrà ritrovata, il 7 maggio del 1994, in una camera d’albergo, a Aasgaardstrand, senza versare alcun riscatto. Il 22 agosto 2004, dal Museo Munch, sempre ad Oslo, verrà asportata la versione del 1910 dell’Urlo, di dimensioni 83,5 per 66 centimetri, che verrà recuperata, il 31 agosto 2006, e poi sottoposta a restauro.

