12 LUGLIO

11 Luglio 2023

Oggi, ma nel 1980, a Londra, al Wembley conference center, Rocco “Rocky” Mattioli, da Ripa Teatina, in provincia di Chieti, di 26 anni, perdeva la rivincita per il titolo mondiale dei pesi super welter WBC contro il britannico Maurice Hope, originario di Antigua, di 28.

Mattioli era stato battuto dallo stesso Hope, al teatro Ariston di Sanremo, il 4 marzo 1979, al nono round, per intervento arbitrale di Ray Solitz, dopo aver combattuto, fin dall’inizio, con una sola mano per essersi infortunato cadendo nella prima ripresa. Anche nel match londinese del 12 luglio 1980 (nella foto, particolare, la locandina della serata, organizzata da Mike Barrett e Mickey Duff) era il giudice di gara, Arthur Mercante, ad interrompere l’incontro, dopo l’undicesimo suono del gong, per la manifesta superiorità del padrone di casa.

Al termine della sfida in Uk, il boxeur abruzzese, ma emigrato in Australia quando aveva sei anni e poi rientrato nel Belpaese e stabilitosi a Milano, annunciava il ritiro dall’agonismo. Di fatto appenderà i guantoni al chiodo, il 19 agosto 1982, dopo aver avuto la meglio sullo statunitense Pedro Guerrero, a Los Angeles, all’Olympic auditorium. Mattioli chiuderà la carriera dopo 74 incontri, dei quali 65 vinti, in particolare 52 per Ko, 7 persi e 2 pareggiati. L’atleta abruzzese era proveniente dalla cittadina natale dei genitori di Rocco Marchegiano, alias “Rocky Marciano”, detto il “bombardiere di Brockton”, campione del mondo dei pesi massimi dal 1952 al 1956.  Mattioli era stato a sua volta detentore della cintura di campione del mondo dei pesi medi junior, dal 6 agosto 1977, ottenuta a Charlottenburg di Berlino, alla Deutschelandhalle, suonandole al tedesco Eckhart Dagge, al 4 marzo al 1979, data del già menzionato primo down contro Hope. Aveva esordito come professionista, il 9 marzo 1970, a Melbourne, al Festival Hall, mandando al tappeto l’australiano Tony Salta.