12 Marzo

Oggi, ma nel 2004, a Santa Domenica di Ricardi, in provincia di Vibo Valentia, il boss mafioso locale Pasquale Quaranta, legato al clan di Antonio e Francesco La Rosa di Tropea, sempre in quel di Vibo Valentia, faceva uccidere l'imprenditore Saverio Carone (a sinistra nella foto, a destra Quaranta). Carone era stato condannato a morte soprattutto perché aveva il controllo dei lavori, già approvati, e di prossima realizzazione, della conduttura del metano dell'Italgas in quella parte della Calabria. A rivelare il retroscena sarà il killer, lo slovacco Peter Cacko, legato a Quaranta, nella sua futura veste di collaboratore di giustizia. Oltre agli interessi economici nell'appalto, in gioco c'era pure il predominio criminale sul circondario, fino a Tropea, e per questo lo scopo era eliminare fisicamente il potere della famiglia Carone. Nello scontro malavitoso -nell'ambito del quale già si erano verificati dei tentativi di omicidio, sempre commissionati da Quaranta- rientravano anche le frizioni tra le articolazioni del clan di Domenico e Francesco Mancuso. Il 14 ottobre 2015, in primo grado, Quaranta verrà condannato all'ergastolo. Pena del carcere a vita che verrà confermata anche, il 22 settembre 2016, in appello e, il 16 novembre 2017, in terzo grado dalla Corte di cassazione.
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