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12 Ottobre

Oggi, ma nel 1990, a Siena, si verificava l'incidente in elicottero che costava la carriera al pilota di formula 1, della scuderia automobilistica Benetton, Alessandro Nannini, senese del 1959. Tecnicamente la pala del rotore tranciava di netto il braccio destro (nella foto, particolare dei rottami del mezzo nella copertina del settimanale Autosprint, numero 42, del 16-22 ottobre '90) del fratello minore della rockstar Gianna, nata sempre a Siena, ma nel 1954. Lo schianto, che suscitava grande clamore mediatico, si verificava per errore nella manovra di atterraggio sull'eliporto della tenuta dei Nannini, estremamente noti a livello internazionale e non solo nella città del palio dove pure erano conosciuti fin da quando il nonno di Alessandro e Gianna, Guido, aveva impiantato la prima pasticceria. Intrapresa artigianale poi trasformata in impresa industriale dolciaria dal figlio Danilo, del 1921, ugualmente senese, padre del vincitore del gran premio di F1 del Giappone '88. Il trionfo di Suzuka, avvenuto il 22 ottobre 1988, era arrivato dopo la squalifica dell'asso Ayrton Senna, che aveva tagliato per primo il traguardo. Sarà l'unica volta di Alessandro Nannini sul gradino più alto del podio nella massima serie mondiale, a cominciare dal debutto con la Minardi F1, nel 1986. Dopo essere stato sbalzato dall'abitacolo dell'elicottero, Nannini verrà operato d'urgenza e gli verrà riattaccato l'arto. Ma il percorso di ripresa del funzionamento, nonostante i sacrifici e la dedizione nella riabilitazione, non porterà mai risultati tali da consentirgli uno stile di guida pari al pre-incidente. Indipendentemente da ciò, nella stagione agonistica 1992, Nannini sarà al volante dell'Alfa Romeo 155, della scuderia del Biscione, nel campionato nazionale sport turismo.

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