12 OTTOBRE

Oggi, ma nel 1921, a Rovereto, in provincia di Trento, all’interno del castello quattrocentesco, il sovrano sabaudo Vittorio Emanuele III inaugurava il Museo storico italiano della guerra, istituzione fondata dal sacerdote Antonio Rossaro, da Antonio Piscel, primo presidente, nonché già animatore del Partito socialista trentino con l’irredentista Cesare Battisti, Giuseppe Chini, storico locale e Giovanni Malfer, come provveditore. L’esposizione permanente nasceva in una zona simbolo del primo conflitto mondiale, nell’unica rocca veneziana presente in Trentino, per ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, il sacrificio, in termini di sforzi economici, militari e di vite umane, di quella che verrà considerata, a pieno titolo, la quarta guerra d’indipendenza nazionale.
Gli allestimenti, partendo dalla vita di trincea, dallo spaccato sulla prigionia, dagli scontri ad alta quota, non si limiterà, col tempo, a rievocare solo la belligeranza contro gli austroungarici (nella foto, particolare, la visita ufficiale della delegazione dei legionari tridentini a Fiume, al Museo, il 6 ottobre 1921, prima della cerimonia di taglio del nastro, dall’Archivio storico dell’istituzione museale). Si aggiungeranno armamenti, uniformi e memorabilia degli scontri napoleonici. Anche le attività coloniali, quelle nella guerra civile spagnola, in Russia, saranno oggetto di approfondimenti.
Non mancherà una cospicua attività editoriale, fin dall’apertura nel ’21. In particolare iniziando dalle pubblicazioni di Mario Ceola. Quest’ultimo, già capitano osservatore di bordo in servizio nell’Aviazione dell’Esercito, fino al 24 maggio 1919, nel 1927, darà alle stampe pure la prima guida museale. Tra i proponimenti iniziali dei fondatori vi era, marcatamente, quello di celebrare l’annessione della terra liberata dal giogo dell’Aquila bicipite e annessa al Belpaese. Una visione più ideologica che pedagogica. Nel 1980, ci sarà l’inversione di tendenza. In occasione del centenario, il 12 ottobre 2021, oltre alle altre celebrazioni, verrà pubblicato il volume, a cura di Francesco Frizzera, direttore dal 2019, di 141 pagine, edito proprio dal Museo, intitolato “Un secolo di storia, cent’anni di storie. Museo storico italiano della guerra 1921-2021”.

