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12 settembre

Oggi, ma nel 1924, a Roma, il carpentiere comunista Giovanni Corvi assassinava, su un tram, con tre colpi di pistola alla testa, il deputato fascista, eletto nel listone per la circoscrizione Lombardia, Armando Casalini, vice segretario generale delle corporazioni sindacali. Il delitto veniva compiuto al grido di "vendetta per Matteotti", il leader del partito socialista unitario rapito e freddato, nell'Urbe, il 10 giugno precedente, dalla cosiddetta Ceka del Viminale capeggiata da Amerigo Dumini.

Il killer, di Aprica, in provincia di Sondrio, ma residente nella capitale, classe 1898, faceva fuori il forlivese Casalini, del 1883, ex segretario del Partito repubblicano, davanti alla giovane figlia Lidia (nella foto, particolare del disegno di Vittorio Pisani, pubblicato sulla prima pagina dell'edizione numero 39 del settimanale "La Tribuna illustrata", del 21-24 settembre '24, raffigurante proprio il momento della sparatoria), fornendo di fatto un ulteriore martire al regime dopo il deputato di Fratta Polesine.

Benito Mussolini in persona, dopo essere stato nella camera ardente allestita nella nell’ospedale romano di Santo Spirito, presenzierà al funerale di Casalini, il 15 settembre successivo. Il parlamentare in orbace Edmondo Rossoni, dal 10 luglio 1922 segretario generale della confederazione nazionale delle corporazioni sindacali, terrà l'orazione commemorativa.

Corvi verrà arrestato e, non avendo precedenti politici, pur risultando sano di mente, verrà internato nel manicomio di Aversa, in quel di Caserta. Nel giugno 1937 verrà condannato al confino sulle isole Tremiti, appartenenti alla provincia di Foggia, per quattro anni. Il 6 maggio 1941, a fine pena, verrà trattenuto come internato. Verrà liberato nel settembre 1943, ma poi nuovamente internato nel maggio 1944, e nell'ottobre dello stesso anno verrà prelevato dai tedeschi. Morirà a Cocconato d'Asti il 31 dicembre 1944.