Un particolare del servizio pubblicato dal settimanale Rombo

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13 aprile

Oggi, ma nel 1986, a Jerez de la Frontera, in Spagna, il pilota brasiliano Ayrton Senna, su Lotus Renault, vinceva l'edizione numero 28 del Gran premio di Formula 1 iberico, secondo appuntamento della stagione agonistica di quell'anno - iniziata il 23 marzo precedente, che terminerà il 26 ottobre successivo, dopo 16 gare - tagliando il traguardo, dopo 72 giri, pari a 303.696 chilometri percorsi, davanti al britannico Nigel Mansell, su Williams Honda, per 95 centimetri di distacco (nella foto, particolare del servizio pubblicato dal settimanale Rombo, diretto dal giornalista teramano Marcello Sabbatini, numero 16, del 15 aprile successivo).

Mansell aveva rischiato fermandosi ai box per far montare un treno di gomme Goodyear fresche, al giro 63, e al rientro in pista aveva tentato il recupero di 19 secondi negli ultimi 10 giri, anche grazie all’aderenza ritrovata, ma lo sforzo non era bastato per portarlo la vittoria. Ne era scaturita la serrata lotta con Senna che aveva portato i due contendenti ad oltrepassare il traguardo quasi affiancati. Quella del 13 aprile 1986 rimarrà una delle gare conclusasi col minor spazio tra il primo ed il secondo classificato della storia del campionato del mondo della massima serie automobilistica di tutti i tempi. E con 14 secondi di differenza sulla prima e la seconda bandiera a scacchi. Il 29 settembre 2002, a Indianapolis, nel Gran premio degli Stati uniti d'America, il brasiliano Rubens Barrichello, su Ferrari, avrà la meglio sul compagno di scuderia, il tedesco Michael Schumacher, per 11 secondi di vantaggio, dopo 73 giri e 306,016 chilometri.

Ma anche in quel caso non sarà in assoluto il margine minore registrato negli annali delle competizioni nella divisione motoristica più prestigiosa. Stando ai dati immagazzinati dagli addetti ai lavori bisogna tornare a prima del 1986. Al 5 settembre 1971, a Monza, quando, nel Gran premio d'Italia, sempre di Formula 1, il britannico Peter Gethin, su vettura British racing motors, aveva piazzato le sue due ruote anteriori davanti a quelle dello svedese Ronnie Peterson, su March Ford, con appena 1 secondo d'anticipo, sul finire di una battaglia sui 55 giri e 316,250 chilometri.