13 Marzo

13 Marzo 2020

Oggi, ma nel 1972, a Milano, iniziavano i lavori del XIII congresso nazionale del Partito comunista italiano che porteranno, dal 17 marzo successivo, ad avere Enrico Berlinguer (nella foto, proprio sul palco di quel consesso) come segretario e successore di Luigi Longo. Il numero progressivo dell'assemblea veniva conteggiato a far data dal 21 gennaio 1921, giorno della fondazione, a Livorno, del Partito comunista d'Italia, Pcd'I, che poi diverrà Pci, dal 15 maggio 1943. Berlinguer, di Sassari, classe 1922, era il terzo segretario nazionale del partito col simbolo della falce e martello dopo Palmiro Togliatti, in sella dal 1943 al 1964, e dopo il già menzionato Longo, principale inquilino della sede romana di via delle Botteghe oscure dal 1964 al 1972. Berlinguer era stato già segretario della federazione giovanile comunista italiana, dal 12 aprile 1949 al 14 marzo 1956, dopo Agostino Novella e prima di Renzo Trivelli. Berlinguer era deputato comunista, dal 5 giugno 1968, e rimarrà in carica, sia come rappresentante comunista alla Camera che come capo della segreteria Pci, fino alla morte, che avverrà a Padova, l'11 giugno 1984, dopo il malore fatale durante un comizio. Poi la segreteria del Pci, destinato a dissolversi, a Rimini, il 3 febbraio 1991, passerà ad Alessandro Natta.

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