13 Ottobre

Oggi, ma nel 1992, a Porto Vecchio in Corsica, veniva arrestato nuovamente Matteo Boe (nella foto) fuggito dal carcere dell'Asinara il primo settembre 1986, insieme a Salvatore Duras, in gommone. Dopo 6 anni di latitanza, la polizia francese catturava (su indicazione delle questure di Nuoro e di Sassari) quello ritenuto insieme a Graziano Mesina uno degli esponenti più duri del banditismo sardo. A tradirlo era stato un incontro con la compagna Laura Manfredi e con i figli Luisa (che verrà uccisa in un agguato a Lula, paese d'origine di Boe), Luca e Andrea in un hotel corso. Era stato condannato a 16 anni per il rapimento di Sara Niccoli di 17 anni. Da fuggiasco aveva poi organizzato il sequestro del rampollo Farouk Kassam (era considerato colui che materialmente avesse tagliato il lobo dell'orecchio sinistro all'ostaggio di 7 anni) e dell'imprenditore Giulio De Angelis. Verrà portato in cella a Marsiglia, successivamente estradato in Italia e poi rinchiuso prima a Spoleto e quindi nel penitenziario milanese di Opera. Tornerà libero il 25 giugno 2017: dopo aver trascorso complessivamente 25 anni in prigione.

