14 agosto

Oggi, ma nel 1921, a Massaua, principale città-porto della colonia Eritrea, che era il primo possedimento d’oltremare italiano, il terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli, con epicentro nelle acque dell'antistante Mar Rosso, a 15 chilometri dalla costa, faceva crollare l’80 per cento degli edifici del centro storico causando cento vittime. Il primo governo presieduto dal socialista riformista Ivanoe Bonomi, in carica dal 4 luglio precedente, nominerà Paolo Teodorani, già in quel lembo d’Africa dal 1895 come tenente dell’11° battaglione fanteria, quale commissario straordinario alla ricostruzione (nella foto, particolare, un deposito buttato giù dalla scossa tellurica nello scatto proveniente dall’archivio storico di Mohamed Kheir Omer). E nel secondo semestre del 1923 l’esecutivo fascista guidato da Benito Mussolini stanzierà 32,5 milioni di lire.
Il governatore Jacopo Gasparini, in carica dall’1 giugno 1923, coordinerà le operazioni di rinascita che dureranno cinque anni e adotteranno i primi parametri anti-sismici. Simbolo del piano operativo sarà, oltre alla sistemazione del fondamentale stallo navale commerciale, l’edificazione del nuovo palazzo della Banca d’Italia. Che verrà inaugurato, il 12 aprile 1928, alla presenza del principe ereditario Umberto II di Savoia dopo essere stato eretto secondo il progetto, in stile moresco, dell’ingegnere Giuseppe Canè. Caseggiato, che sostituirà quello terremotato sull’isola coralligena di Taulud, risalente al 1916. Icona architettonica che verrà poi danneggiata pesantemente nella fase della guerra d’indipendenza, che durerà dall’1 settembre 1961 al 29 maggio 1991. Massaua era stata occupata militarmente dal contingente di sbarco tricolore il 5 febbraio 1885.
La colonia Eritrea - con capitale Massaua fino al 1897 quando il centro del potere amministrativo verrà traslato ad Asmara - era stata proclamata ufficialmente col regio decreto dell’1 gennaio 1890 numero 6592. Il protettorato da parte del Belpaese terminerà, il 27 marzo 1941, con la sconfitta, ad opera delle truppe britanniche, nella battaglia di Cheren. Scontro che causerà 12.437 vittime tra militari italici ed ascari combattenti sotto l’egida del tricolore sabaudo. Già il 29 novembre 1733 Massaua aveva dovuto fare i conti col tremolio della terra, per il nono grado dell’indice Mercalli, ma al tempo l’urbanizzazione era quasi inesistente e i danni a persone e strutture erano stati decisamente meno ingenti.
