14 aprile

Oggi, ma nel 1975, a Milano, al civico 30 di corso Venezia, esponenti del Fronte armato rivoluzionario operaio rapivano, davanti casa, e contestualmente uccidevano, per errore, l’ingegnere chimico meneghino Carlo Saronio, di 26 anni, ricercatore dell’Istituto Mario Negri, simpatizzante di Potere operaio, chiedendo ed ottenendo il riscatto di 470 milioni di lire. I soldi, che verranno pagati il 9 maggio successivo, a Soncino di Casorate Primo, sull’autostrada Milano-Genova, serviranno, oltre che per pagare la manovalanza dei fuorilegge, per finanziare la sigla dedita alla lotta armata di estrema sinistra, fuoriuscita da PotOp, di Reggio Emilia. Nel contesto degli anni di piombo in salsa tricolore. Il malcapitato veniva rapito soprattutto grazie al tradimento dell’amico Carlo Fioroni, originario di Cittiglio, in quel di Varese, classe 1943, detto “Il professorino” in quanto insegnante a Settala, legato politicamente all’editore Giangiacomo Feltrinelli.
Quest’ultimo verrà fermato a Bellinzona, nel Canton Ticino, il 16 maggio, con 67 milioni della partita di banconote da 100mila lire con i numeri di serie registrati. Verrà condannato a 27 anni di reclusione, ma uscirà dal carcere di Matera già il 14 febbraio 1982. Grazie ai benefici della legge Cossiga sui terroristi collaboratori di giustizia. Carlo Saronio moriva subito per eccesso di cloroformio usato per sedarlo. Il padre della vittima, Piero, era stato un personaggio conosciuto nel capoluogo lombardo. Figurava nella lista dei residenti con il maggiore reddito riportata dal quotidiano meneghino “Corriere d’informazione” il 19 dicembre 1961.
Anche lui ingegnere, era deceduto nel '68, era stato figura di vertice delle rinomate Industrie farmaceutiche Carlo Erba e aveva avuto svariate controversie per inquinamento a causa di sue ditte di produzione di coloranti. Il cadavere del malcapitato Carlo Saronio verrà rinvenuto solo il 24 novembre 1979 in località Tombara di Rovagnasco di Segrate, in una zona isolata (nella foto, particolare, le operazioni di recupero e nell’immagine più piccola lo sventurato Saronio).
Il 14 aprile 2013, in occasione del 48° anniversario dal fatto di sangue l’amministrazione municipale milanese, guidata dal primo cittadino “Beppe” Sala, apporrà la targa commemorativa sulla facciata del palazzo dove avvenne il ratto dell’ingegner Saronio junior. Tutta la vicenda verrà rievocata nel volume di Antonella Beccaria “Pentiti di niente”, che uscirà per i tipi di Stampa alternativa nel 2008. Ma anche nel saggio di Ambrogio Colombo, intitolato “Il sequestro Saronio”, che sarà pubblicato dalla “Gazzetta dello sport”, nel luglio 2023, nella collana “Storia dei grandi segreti d’Italia”.

