15 giugno

14 Giugno 2020

Oggi, ma nel 1887, a Napoli, veniva preparata per l'ingresso in servizio, che si sarebbe verificato il giorno successivo, 16 giugno, la goletta a elica Miseno (nella foto, scattata il 3 novembre 1891), capoclasse di due unità, che con la gemella Palinuro, più potente, costruita nel cantiere di Castellammare di Stabia, era la prima, attesissima, imbarcazione della regia Marina militare italiana realizzata con lo scafo tutto in acciaio e non in legno, o in legno rinforzato con lastre d'acciaio. Era uscita col numero 74 di progressione delle imbarcazioni costruite dal cantiere. Era stata progettata dal colonnello del Genio navale Baldovino Bigliati. Era in grado di portare a bordo 50 persone, tra ufficiali e sottoposti. L'armamento era composto da due cannoni da 120 millimetri ed altrettanti cannoncini Hotchkiss da 37 millimetri. Era stata varata il 3 luglio 1886. Verrà radiata il 10 settembre 1920 e avviata alla demolizione. Alle prove in mare, che verranno effettuate il 21 luglio 1887, la Miseno, con un dislocamento di 519 tonnellate, svilupperà la potenza di 407 HP, pari a 300 kW, raggiungendo la velocità di 10,27 nodi, con 90 giri dell'elica al minuto. La propulsione a vela, nonostante la rendesse di fatto un brigantino, era secondaria e per questo motivo la portata degli alberi e la dimensione delle vele era inferiore alla stazza della nave garantendo maggiore stabilità sia in fase di navigazione che in quella di stazionamento. La Miseno verrà adibita principalmente in servizio nel Mar Rosso, come stazionaria, sia a Massaua che ad Assab, soprattutto con compiti di vigilanza costiera contro il traffico di schiavi e come supporto all'operato degli agenti consolari italiani. Tornerà in patria, il 3 novembre 1891, per essere adibita come nave scuola: tra il 1915 e il 1918, per gli allievi ufficiali dell'Accademia navale di Livorno. Uno degli alberi della nave, alto 27 metri, realizzato in acciaio chiodato, verrà ceduto all'Istituto tecnico nautico San Giorgio di Genova, per consentire l'addestramento degli studenti, come albero di manovra.