15 LUGLIO

14 Luglio 2023

Oggi, ma nel 1823, a Roma, la basilica di San Paolo fuori le mura, una delle quattro papali della Città eterna e la seconda per dimensioni a quella di San Pietro, veniva distrutta dall’incendio, presumibilmente causato dal fuoco lasciato acceso da uno stagnaio che stava lavorando alla riparazione del tetto dalle infiltrazioni d’acqua piovana. A lanciare l’allarme per primo era il buttero Giuseppe Perna, poiché i monaci si erano temporaneamente trasferiti nel palazzo di San Callisto in Trastevere, sia per consentire la manutenzione, sia per avvertire meno l’afa.

L’intervento dei pompieri arriverà sul posto dopo due ore, partendo dalla caserma di Sant’Ignazio, ma le fiamme erano indomabili. Il rogo (nella foto, particolare, l’interno della costruzione in preda alle fiamme, nell’immagine tratta dal volume di Francesco Bertolini, intitolato “Storia del Risorgimento italiano”, che sarà edito da Edoardo Matania, di Milano, nel 1886) durerà cinque ore. Il transetto, che rimarrà il piedi, riuscirà a proteggere il pregiato ciborio di Arnolfo di Cambio, ritenuto tra i manufatti più considerevoli dell’arte medievale.

Il Papa Pio VII non veniva allertato dell’accaduto anche perché, il 6 luglio precedente, si era fratturato il femore, a 81 anni, cadendo, e versava in pessime condizioni, tant’è che morirà il 20 agosto successivo. La ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le mura, consacrata per la prima volta il 18 novembre 324, da Silvestro I, 33° sul soglio di capo della Santa Sede, verrà decretata seguendo fedelmente i canoni architettonici precedenti. Partirà con il nuovo successore di San Pietro, Leone XII, che verrà eletto il 28 settembre 1923. La mobilitazione per la raccolta fondi, sollecitata dall’enciclica papale “Ad plurimas”, emanata il 5 gennaio 1825, coinvolgerà persino notabili non cattolici come lo zar Nicola I di Russia e il re Fouad I d’Egitto. Direttore del cantiere sarà l’architetto Pasquale Belli, ma poi interverrà il collega Luigi Poletti.

Il nuovo fabbricato di culto, lungo 131 metri, largo 65, alto 29,7, posto due chilometri all’esterno della cinta aureliana dalla cui posizione prendeva il nome, a cominciare dall’uscita di Porta San Paolo, verrà consacrato, il 10 dicembre 1854, dal Pontefice Pio IX. Ma gli interventi migliorativi proseguiranno fino al 1928, quando verrà aggiunto il quadriportico esterno su progetto degli architetti Guglielmo Calderini e Giuseppe Sacconi.