15 marzo

14 Marzo 2020

Oggi, ma nel 1815, a Napoli, Gioacchino Murat, sovrano del regno napoletano dall'1 agosto 1808, dopo Giuseppe Bonaparte, dichiarava guerra all'impero austriaco, in appoggio alla Francia. L'avvio delle ostilità avveniva cinque giorni prima dell'ingresso di Napoleone Bonaparte a Parigi e contestualmente dell'inizio dei cento giorni napoleonici. Era necessario per impedire il tentativo di restaurazione dei Borbone sul trono partenopeo, che avverrà ugualmente, il 22 maggio successivo, con il ritorno di Ferdinando IV come monarca e con la relativa cacciata di Murat. La guerra austro-napoletana vedeva contrapposti di fatto 35mila uomini, anche se nominalmente dati per 45mila, per entrambi gli schieramenti. Eserciti che erano guidati dallo stesso Murat, già generale napoleonico, e dal suo pari grado Johan Maria Frimont, comandante in capo delle forze austriache in Italia. Il francese Murat verrà sconfitto, definitivamente, nella battaglia di Tolentino (nella foto, particolare della tela omonima, a tempera, del pittore Vincenzo Milizia, conservata nel museo del risorgimento di Lucca), del 2-3 maggio 1815, dal generale austriaco Federico Bianchi. E precedentemente Murat era stato battuto anche nella battaglia di Occhiobello, dell'8-9 aprile 1815, dal generale Frimont, scontro che aveva segnato l'inizio del declino militare di quella che verrà considerata come l'esperienza bellica che fece da preludio al Risorgimento.