16 APRILE

Oggi, ma nel 1914, a Siracusa, nel Teatro greco, nel parco archeologico della neapolis, con la rappresentazione de “L’Agamennone”, di Eschilo, veniva inaugurata l’attività dell’Istituto nazionale del dramma antico. La scenografia era di Duilio Cambellotti. L’ente dedicato alle rappresentazioni classiche elleniche era stato fondato da Mario Tommaso Gargallo, l’anno precedente, il 1913.
La traduzione dell’opera del figlio di Euforione di Eleusi, nato nel 525 avanti Cristo, era stata curata da Ettore Romagnoli. Seguirà la fase di consolidamento del recupero del tradizionale spazio della città siciliana (nella foto, particolare, un momento della messa in scena delle “Coefore”, tragedia di Eschilo, il 17 aprile 1921, nello scatto di Angelo Maltese). Il 7 agosto 1925, con Regio decreto numero 1767, il presidente del Consiglio dei ministri Benito Mussolini, eleverà l’Inda al livello di istituzione nazionale. Il Duce opterà per tale soluzione dopo aver assistito personalmente, il 12 maggio 1924, alla pièce “I sette a Tebe”, sempre di Eschilo, proprio nell’arcaica struttura siracusana in pietra.
Il teatro, posto sul lato sud delle pendici del colle Temenite, risaliva al V secolo avanti Cristo, della capienza di 15mila posti, realizzato su progetto dell’architetto ellenico Damocopos. Rimaneggiato numerose volte, adeguato alle necessità romane nella prima età augustea, originariamente non aveva forma ad anfiteatro. L’odeon sarà abbandonato per lunghi periodi, quindi esposto all’incuria, al saccheggiamento, al vandalismo.
Nel 2005, quale parte integrante della Necropoli rupestre di Pantalica, sarà riconosciuto come bene architettonico protetto dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni unite per l’educazione, la scienza, la cultura.

