16 LUGLIO

Oggi, ma nel 1944, ad Arezzo, il gruppo d’assalto del reggimento corazzato britannico “2nd Lothians and Border horse”, salvavano Ponte Buriano, che era stato minato dai nazisti. La struttura, posta sul fiume Arno, era ad arco a via superiore con sette arcate a setto ribassato, più una, interrata, nascosta alla vista.
Costruito in pietra arenaria nel 1277, ma iniziato nel 1240, finanziato dalle famiglie nobili degli Accolti e dei Chimenti, di orientamento ghibellino, il camminamento, era stato verosimilmente eretto su un precedente attraversamento. Era lungo 158 metri, largo 5,8, alto 10. Serviva la via consolare Cassia vetus, di età ellenistica, che da Roma arrivava ad Arezzo e si inoltrava nel Valdarno superiore, prima di raggiungere Fiesole. Il manufatto architettonico era ben conosciuto per la lapide, limitrofa, che ricordava la sosta e l’attraversamento, l’1 maggio 1581, durante il suo viaggio in Toscana, da parte del filosofo francese Michel de Montaigne. Secondo alcuni storici dell’arte, tra cui Carlo Starnazzi, in base alle sue analisi del 1992, il ponte (nella foto, particolare) potrebbe essere quello raffigurato alla destra, per chi osserva, nel dipinto della Gioconda di Leonardo da Vinci.
I tedeschi, in ritirata verso il Valdarno, avevano intenzione di proteggersi la fuga facendo saltare il collegamento, minandone le fondamenta. I militari britannici poterono intervenire perché i germanici attendevano, prima di far brillare le cariche, il passaggio di 6 carri armati, appartenenti al 15° Panzergrenadier division, ovvero la fanteria motorizzata, che erano in ritardo. Il 15 luglio 1990, l’amministrazione municipale aretina, guidata dal sindaco Valdo Vannucci, esponente del Partito socialista italiano, inaugurerà, con la partecipazione dei reduci della formazione, il cippo commemorativo al chilometro 7 della strada provinciale 1. Tutta la vicenda verrà raccontata da Mario Lucherini nell’opuscolo, di 19 pagine, intitolato “La battaglia del 16 luglio 1944 per la conquista di Ponte Buriano”, che sarà pubblicato dalla casa editrice Poligrafico Aretino, di Arezzo, nel 1994.

