16 MARZO

15 Marzo 2022

Oggi, ma nel 1853, a Ferrara, venivano fucilati dai soldati austriaci Giacomo Succi, di 49 anni, Domenico Malagutti, di 27, e Luigi Parmeggiani, di 47. Erano stati arrestati, nella notte tra il 10 e l’11 luglio 1852, dopo alcune azioni cospirative, e condannati a morte, il 17 febbraio precedente, rei di aver organizzato il locale comitato rivoluzionario, di stampo mazziniano, volto a sovvertire il potere al comando. Erano stati rinchiusi nel carcere della fortezza di San Paolo. La loro sorte li trasformerà in eroi risorgimentali che si battevano per liberare la loro città dallo strapotere asburgico. Altri sette cospiratori, ovvero Vincenzo Barlaam, Aristide De Luca, Andrea Franchi-Bononi, Francesco Gandini, Camillo Mazza, Giovanni Pareschi e Gaetano Ungarelli, che erano ugualmente stati messi ai ceppi, avevano avuto mutata la pena capitale in quella dei lavori forzati.

Dopo la caduta della Repubblica romana, il 4 luglio 1849, le truppe austriache erano rimaste nel territorio pontificio, che comprendeva anche Ferrara, dove resteranno fino al 1856, tenendo la popolazione in una sorta di stato d'assedio permanente. Le tre esecuzioni di stampo politico risultavano, fin da subito, particolarmente odiose e tatticamente poco strategiche, perché rimanevano bene impresse nella mente dei ferraresi. Le celebrazioni anniversarie assumeranno negli anni un forte senso anticlericale in quanto al potere pontificio, di Papa Pio IX, verrò imputata la complicità con l’Austria che vedeva nel feldmaresciallo Josef Radetzky il maggiore esponente come governatore del regno Lombardo-Veneto, dal 25 ottobre 1849.

I tre giustiziati verranno ricordati dall’obelisco in pietra, posto in via IV novembre, sul lato ovest delle mura cittadine, eretto in occasione del 50° anniversario, il 16 marzo 1903, che successivamente verrà anche arricchito del bassorilievo in marmo, realizzato dall’artista Gianvito Saladino. Nel primo centenario della esecuzione, il 16 marzo 1953, invece, verrà coniata la medaglia commemorativa (nella foto, particolare), custodita nel Museo del risorgimento e della resistenza ferrarese, in Palazzo dei diamanti, intitolato proprio alla memoria di Succi, Malagutti e Parmeggiani.