18 febbraio

18 Febbraio 2023

Oggi, ma nel 1903, a Riva Trigoso di Sestri Levante, in provincia di Genova, veniva varata la “Erasmo”, ritenuta dagli addetti ai lavori, l’ultima nave a palo transoceanica tricolore.

Di proprietà degli armatori Raffo e Bacigalupo di Chiavari, aveva lo scafo in acciaio, 2190 tonnellate di stazza, solcherà gli oceani per vent’anni, stabilendo anche importanti primati, scampando non poche tempeste nell’Atlantico e nel Pacifico, a cominciare dal suo primo viaggio. L’imbarcazione, del 1913, verrà poi venduta alla compagnia tedesca Laeisz e rinominata “Pinguin”. Nel 1919 verrà ceduta all’armatore Klingenberger, di Amburgo, e ribattezzata “Weser”. Nel 1921 verrà acquistata dalla società francese Les Voiliers Dunkerquois e detta “Jacobsen”. Verrà avviata alla demolizione, il 25 dicembre 1923, a Bruges, in Belgio.

Lo scafo in metallo di questo particolare tipo di veliero, con quattro alberi, pensato soprattutto per l’utilizzo commerciale, antesignano dell’avvento del vapore, era più resistente rispetto a quello in legno, con costi di fabbricazione inferiori, con maggiore capacità di carico.

Salperà da Genova, per l’Atlantico, il 12 giugno successivo, per la prima campagna, al comando del capitano Lorenzo Queirolo di Zoagli. Ma dopo 42 giorni di navigazione, quando già saranno state avvistate le coste americane, l’”Erasmo” verrà disalberato dal fortunale e raggiungerà New York con vele di emergenza, il 17 agosto di quel 1903. Quindi verrà tirato dal rimorchiatore “Titan”, della olandese Amsterdam Tug and Salvage company, e tornerà il 17 ottobre successivo, nella città della Lanterna, per le riparazioni, dopo 32 giorni di peripezie.