18 LUGLIO

Oggi, ma nel 1926, a Lasarte, Bartolomeo “Meo” Costantini, di 37 anni, su Bugatti Type 35, del team Usiness Bugatti, era il primo pilota italiano a vincere il gran premio del Campionato mondiale costruttori, futura Formula 1, di Spagna, istituito nel 1912.
Originario di Vittorio Veneto, classe 1889, già pioniere dell’aviazione del regio esercito italiano nella grande guerra, quale tenente colonnello con due medaglie d’argento al valor militare componente della pluridecorata Squadriglia degli assi, quella che aveva annoverato anche l'eroico Francesco Baracca, Costantini (nella foto, particolare, proprio dopo l’arrivo della sfida in terra iberica, nello scatto tratto dall’archivio storico Bugatti) era stato congedato nel 1919 e si era dedicato completamente alle gare d’auto, prove nelle quali aveva esordito nel 1914.
Dal 1923 era stato ingaggiato nella squadra corse capeggiata dal milanese di Francia Ettore Bugatti e il 26 luglio 1925 aveva esordito nella massima serie delle quattro ruote a motore, nella quale disputerà 5 gran premi. Nel 1927 sarà anche promosso direttore sportivo del marchio transalpino nato il 15 dicembre 1909 a Molsheim.
Poi nel 1939 prenderà il posto di Enzo Ferrari, alla testa del reparto corse Alfa Romeo che, con la 158 B, trionferà nella Coppa Acerbo di Pescara, del 13 agosto 1939, con al volante Clemente Biondetti, futuro driver da primati di vittorie nella Mille miglia, con 4 prime piazze: nel 1938, 1947, 1948, 1949. In memoria di Costantini, nel Dubai motor show 2013, dal 5 al 9 novembre, la Bugatti presenterà il coupè Veyron grand sport vitesse “Meo Costantini”, ritenuta tra le vetture di serie più costose al mondo, ovvero 1 milione e 100mila euro per ciascuno dei 450 esemplari prodotti. Bolide con prestazioni record: 408 chilometri all’ora di velocità massima.

