19 APRILE

Oggi, ma nel 1842, a Torino, in piazza San Carlo, si teneva il Gran torneo cavalleresco ed era il momento più alto nel denso programma di festeggiamenti promossi per le nozze di Vittorio Emanuele, duca di Savoia, principe di Piemonte e duca di Genova, di 22 anni, con la cugina Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, di 19.
La cerimonia era stata celebrata, il 12 aprile precedente, nella cappella reale del castello di Stupinigi. Gli onori verso il futuro re di Sardegna e d’Italia e la neo consorte, proveniente dalla casata d’Austria, dureranno complessivamente 24 giorni. Non meno sontuose saranno le onoranze genovesi verso la nuova coppia sabauda. Per rendere possibile lo spettacolo equestre, nella principale area pubblica del capoluogo piemontese, era stato edificato l’anfiteatro, (nella foto, particolare, proprio un momento del Gran torneo equestre, da incisione coeva, conservata nell’Archivio storico della città di Torino, collezione Simeom, serie D, 2085 tavola 3) di notevoli dimensioni, su progetto di Giuseppe Leoni di Breganzona, architetto luganese, autore di importanti contributi nella Torino neoclassica. Il fabbricato prevedeva anche tribune e palco reale.
La principessa, conosciuta come “Adele”, il 24 marzo 1849, diverrà regina consorte di Sardegna, ma non sarà mai regina d’Italia, poiché morirà, a Torino, il 20 gennaio 1855, a 32 anni. Spirerà per gastroenterite, che sopraggiungerà dopo l’ottava gravidanza, quella di Vittorio Emanuele Leopoldo, nato l’8 gennaio di quello stesso 1855. La blasonata unione coniugale sarà, paradossalmente, resa più popolare da quella extra coniugale del futuro “re galantuomo”, con la “Bela Rosin”, ovvero Rosa Vercellana. Quest’ultima conoscerà il primogenito di re Carlo Alberto nel 1847, ad appena 14 anni. Diverrà sua moglie morganatica il 18 ottobre 1869.

