20 APRILE

Oggi, ma nel 1930, a Tripoli, nella Libia italiana, si chiudeva la prima edizione della Rassegna internazionale in Africa, dedicata alla promozione delle risorse locali. Era cominciata, il 20 febbraio precedente, sotto l’egida dell’Ente autonomo della fiera campionaria di Tripoli.
Aveva risalto inter-coloniale a partire dalle precedenti manifestazioni preparatorie, dal 1927, sempre a carattere espositivo e commerciale, per volontà del governo di Roma, guidato da Benito Mussolini, quale Fiera campionaria di Tripoli. Quella del 1930 si affiancava all’edizione dello stesso anno, ma in versione ampliata rispetto alle precedenti, del Gran premio di Tripoli: competizione automobilistica sorta nel 1925.
Fiera internazionale e Gran premio esaltavano all’ennesima potenza l’organizzazione muscolare fascista, soprattutto nel possedimento d’oltremare. La sfida su quattro ruote a motore era stata conclusa il 23 marzo precedente, da Mario Umberto Borzacchini, detto “Baconin”, classe 1898, di Terni, su Maserati. Particolarmente importanti risultavano, non solo per i collezionisti, le emissioni filateliche collegate alla manifestazione.
Oltre ai francobolli, l’appuntamento del 1930 aveva portato alla coniazione della medaglia commemorativa da 50 millimetri di diametro, molto ricercata dagli appassionati. Importanti erano stati, dal punto di vista architettonico, gli interventi dell’architetto egiziano, ma naturalizzato italiano, Alessandro Limongelli, classe 1890, del Cairo, che nel 1929 aveva progettato e realizzato il padiglione di Roma (nella foto, particolare), per la terza Fiera campionaria tripolina, inaugurata il 7 aprile di quell’anno.
Ma già per la Fiera del 1928 aveva curato l’elevazione dell’arco di trionfo e della tribuna d’onore sorta per ospitare i reali del Belpaese in occasione del vernissage. Il connubio tra Limongelli e gli appuntamenti espositivi di Tripoli risalivano già al 1927, quando parte dei lavori era stata firmata dal collega Felice Nori.

