20 Febbraio

Oggi, ma nel 1830, a Domodossola, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, Antonio Rosmini Serbati, sacerdote, teologo e filosofo trentino di Rovereto, classe 1797, fondava l'istituto religioso maschile della carità, sulla piazzaforte fatta edificare sulla sommità del santuario del sacro monte calvario (nella foto, la casa madre, sede del postulato e del noviziato internazionale). Sorgeva nel luogo di culto eretto, nel 1656, da due padri cappuccini, Gioacchino da Cassano e Andrea da Rho. Rosmini, che verrà beatificato nella cerimonia tenuta, nel palasport di Novara, il 18 novembre 2007 _ dopo un tortuoso iter canonico, dovuto anche alle sue idee sulla moralità della chiesa dopo la pubblicazione, nel 1848, a Bruxelles, del volume "Delle cinque piaghe della santa chiesa", messo nell'indice dei libri proibiti dal Vaticano _ vedrà approvata la sua istituzione, il 20 settembre 1839, da Papa Gregorio XVI. La nascita del ramo femminile dei rosminiani, chiamate sorelle della provvidenza, sarà di due anni successiva a quella iniziale e verrà affidata dallo stesso Rosmini a suor Giovanna Maria Antonietti. Nel 2003, l'Unesco inserirà il sito rosminiano piemontese nel novero dei santuari alpini considerati patrimonio dell'umanità. Dal 2007, in concomitanza con la beatificazione, oltre alla cella di Rosmini, arrivato in ritiro di preghiera a Domodossola nel 1828, i devoti potranno genuflettersi anche davanti alle reliquie del beato, scomparso nel 1855 nell'esilio forzato di Stresa dopo la controversia con la Santa sede.
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