20 FEBBRAIO

Oggi, ma nel 1988, a Bari, la nazionale di calcio italiana, allenata da Azeglio Vicini, batteva 4-1 l’URSS. Nell’ultima partita di calcio disputata dagli azzurri nello stadio Della Vittoria, prima dell’inaugurazione del nuovo impianto San Nicola, le marcature tricolori erano di Franco Baresi, al 18’, su calcio di rigore, che rimarrà anche il primo goal del libero del Milan con la divisa della massima selezione italica. Poi Gianluca Vialli, attaccante della Sampdoria, siglava la doppietta fondamentale al 30’e al 35’. Quindi la quarta rete era opera di Giuseppe “Beppe” Bergomi, in forza all’Inter come difensore.
Per i sovietici, del commissario tecnico Valerij Lobanovskij- soprannominato “Il colonnello”, perché era stato alto ufficiale dell’Armata Rossa, considerato dagli addetti ai lavori una delle leggende del calcio, rispettato e temuto per i modi duri e rigidi- a beffare la porta difesa dall’interista Walter Zenga era Hennadij Litovčenko. La sfida in terra di Puglia era la prima delle amichevoli in preparazione al mondiale Italia ‘90, dall’8 giugno all’8 luglio.
La delegazione russa, tenuta in grande considerazione nello scenario globale del pallone, si presentava sul campo barese completamente fuori condizione, ma sarà in grado di sbarrare l’accesso alla finale dell’Europeo, (nella foto, particolare, proprio Vialli, nella morsa degli esponenti Cccp). Italia- URSS del 22 giugno di quel 1988, si chiuderà in semifinale 2-0, a Stoccarda.
Quella del 20 febbraio 1988 rimarrà, tuttavia, negli annali calcistici del Belpaese, come una delle migliori prestazioni del ventiquattrenne Vialli. Quest’ultimo, dopo aver infilato due bombe tra i pali di Rinat Dasaev, lasciava spazio, al 46’ minuto, a Ruggero Rizzitelli, attaccante del Cesena, primo giocatore convocato in azzurro nella storia del club romagnolo, che proveniva dall’Italia under 21, come anche altri della rosa voluta per quel giorno da Vicini.

