20 LUGLIO

Oggi, ma nel 1939, sulla tratta ferroviaria Firenze-Milano, l’Etr. 212, guidato dal macchinista Alessandro Cervellati, in forza al deposito locomotive di Bologna delle Ferrovie dello Stato, copriva la linea in 1 ora e 55 minuti, toccando la velocità di 203,4 chilometri all’ora, stabilendo il record mondiale di velocità commerciale sul lungo percorso. L’elettrotreno rapido copriva, senza fermate, i 316 chilometri di distanza tra lo scalo del capoluogo toscano e quello lombardo alla media di 164 chilometri all’ora. In particolare il picco di maggiore andatura veniva registrato nel segmento Fidenza-Piacenza, precisamente a Pontenure, in quel di Piacenza.
Quel 20 luglio 1939 rappresentava di fatto l’avvio della sperimentazione dell’alta velocità nel Belpaese. Ma l’ambizioso progetto verrà interrotto a causa dello scoppio del secondo conflitto mondiale. A compiere l’impresa da primato era un treno “normale”, senza particolari modifiche aerodinamiche, salvo l’innalzamento della tensione di alimentazione da 3mila a 4mila volt e la sostituzione di uno scambio, all’altezza della città felsinea, ritenuto critico, in modo da non far scendere la lancetta del contachilometri sotto gli 80 all’ora.
Oltre a Cervellati, a bordo, vi erano Antonio Stefano Benni, ministro delle Comunicazioni, Mario Jannelli, sottosegretario allo stesso dicastero, Luigi Velani, direttore generale delle Fs. Il presidente del Consiglio dei ministri Benito Mussolini, invece, non prendeva parte all’esperimento, ma era in contatto con Benni, a differenza di quanto tutta Italia credesse. Il progetto Etr 200 (nella foto, particolare, un esemplare in movimento, nell’immagine proveniente dall’Archivio storico della Fondazione Fs) era stato sviluppato, a partire dal 1934, con la partecipazione degli architetti Giovanni “Giò” Ponti e Giuseppe Pagano.
Era stato impiegato acciaio speciale per le carenature aerodinamiche con frontale, “il muso a testa di vipera”, testato nella galleria del vento del Politecnico di Torino. I 6 esemplari della prima serie, più gli 8 della seconda, erano usciti dalla meneghina Società italiana Ernesto Breda per costruzioni meccaniche. Il 6 dicembre 1937, l’Etr 200 aveva già fatto segnare la velocità di 201 chilometri all’ora, nel pezzo tra Campoleone di Aprilia e Cisterna di Latina, lungo la direttissima Roma-Napoli.

