21 Agosto

Oggi, ma nel 1988, a Brands Hatch, a West Kingsdown, nel Kent, sul tracciato automobilistico che aveva ospitato il Gran premio di Gran Bretagna di Formula 1, in corrispondenza del cambio di pendenza denominato Pilgrim’s drop, al primo giro di gara, l'inglese Johnny Herbert, classe 1964, a bordo della Reynard gialla con lo sponsor delle sigarette Camel, del team di Eddie Jordan, di Formula 3000, impattava contro il guard-rail dopo aver carambolato contro la Lola dello svizzero Gregor Foitek, del 1965. L'incidente, nel campionato europeo di serie minore, faceva temere per il prosieguo di carriera di Herbert, che non solo si rompeva entrambe le gambe, ma era a rischio amputazione del piede sinistro per la brutalità dell'urto che aveva spezzato la monoposto in due, proprio sotto la linea delle gambe (nella foto, il pilota intrappolato durante i primi soccorsi).
Il britannico, intorno al quale iniziarono a circolare voci di fine carriera, aveva già l'accordo col manager Peter Collins per disputare la stagione agonistica successiva, quella del 1989, in F1, quindi salendo di livello, correndo con la scuderia italiana Benetton, dell'omonimo gruppo tessile, con Alessandro Nannini come compagno e secondo driver. Nonostante le condizioni fisiche proibitive Herbert, pur dovendosi infilare in macchina con estrema difficoltà e con l'aiuto dei meccanici, non riuscendo ancora a camminare nel box senza l'ausilio delle stampelle -anche perché aveva dovuto prematuramente interrompere la fisioterapia per potersi concentrare sulle prove- sarà al via al Gp del Brasile, a Rio de Janeiro, prima prova del mondiale della massima serie a quattro ruote, il 26 marzo successivo, sul circuito di Jacarepaguà. Non solo, ma si piazzerà quarto, sulla Ford Cosworth con la quale non aveva ancora preso confidenza, dopo aver ottenuto il decimo posto nei test validi per la qualificazione, nella competizione vinta dal connazionale Nigel Mansell su Ferrari. Tuttavia i problemi di salute e soprattutto quelli agli arti inferiori spunteranno fuori quando si troverà ad affrontare i percorsi fisicamente più impegnativi. La riabilitazione affrettata si rivelerà controproducente e i risultati sperati dal team Benetton non arriveranno. Così alla volta del Gp del Canada, dove non riuscirà a strappare una posizione in griglia di partenza, la squadra lo appiederà definitivamente per le restanti date da disputare. Herbert tornerà al volante di una vettura di F1, la Lotus, con il suo mentore Collins come direttore sportivo, solo alla fine del mondiale 1990.
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