21 FEBBRAIO

Oggi, ma nel 1965, a New York, Talmadge Hayer, esponente del movimento Nation of Islam, assassinava, con 7 colpi di arma da fuoco, Malcom “X” Little, di 39 anni, seguito e controverso leader della lotta per i diritti degli afroamericani. La vittima aveva appena tenuto uno dei suoi comizi ad Harlem. Il sicario, reo confesso, otterrà la libertà condizionale, il 27 aprile 2010.
Il 1 gennaio 1972 l’editore torinese Einaudi darà alle stampe la prima edizione italiana dell’autobiografia di Malcom “X”, quella scritta in collaborazione con Alex Haley, tra il 1964 ed il 1965, e pubblicata dopo il delitto. I cosiddetti anni di piombo nel Belpaese saranno influenzati anche dalla parabola umana e politica del carismatico attivista di colore (nella foto, particolare), che aveva adottato il carattere grafico dell’incognita al posto del cognome, per recidere il suo legame familiare con lo schiavismo.
In Italia, il fatto di sangue a stelle a strisce del 21 febbraio 1965 segnerà la scena musicale autoprodotta. Nel 1991, il rapper pescarese Luigi Martelli, nato a Tortoreto, di 19 anni, metteva in circolazione il suo primo “demo”, in audiocassetta, intitolato “Rap-presaglia”, come “Lou X”, contenente tra le 8 tracce anche la D4 “Malcom X”, realizzata insieme a “dj Erik”, ovvero Enrico Mantini, prima dell’avvento di Marco Fioritoni, ovvero “dj Dsastro”. Quest’ultimo, figlio maggiore dell’ematologo Giuseppe Fioritoni, dell’ospedale civile del capoluogo adriatico, parteciperà poi alla realizzazione degli altri lavori di quello che verrà considerato, dagli addetti ai lavori, il più interessante elemento della scena hip hop tricolore, a cavallo degli anni ’90. Anche in associazione con Andrea Martelli, cioè “Cuba Cabbal”, Francesco Silvestri, alias “Eko”, e la crew “Costa Nostra”.

