21 luglio

Oggi, ma nel 2011, a Crema, nell'appartamento di via Dogali 1, Maurizio Jori (nella foto, al centro, durante una delle udienze processuali) di 49 anni, primario nel reparto di oculistica dell'ospedale maggiore cittadino, uccideva l'ex amante Claudia Ornesi, di 42, e la figlia Livia Jori di 2. Le aveva sedate con un'overdose dell'ansiolitico Xanax in gocce e poi soffocate col gas butano proveniente da quattro fornelli da campeggio. Aveva ripulito la scena del crimine e inscenato il quadro di un omicidio-suicidio lasciando dieci blister dai quali mancavano 95 compresse di Xanax. Inizialmente aveva retto la possibilità che Claudia si fosse suicidata, dopo aver fatto fuori la bimba, perché ripudiata dall'ex compagno del quale era innamorata e quindi depressa. Poi l'omicida verrà arrestato il 14 ottobre successivo. Il 10 dicembre 2015 verrà condannato in via definitiva all'ergastolo dalla sentenza della Corte di cassazione che confermerà le decisioni prese in primo grado, il 18 gennaio 2013, e in appello, il 6 giugno 2014. Il medico-killer verrà incastrato soprattutto dagli scontrini fiscali dei fornelli, dalla mancanza delle scatole delle pasticche di Xanax, dalla lettera della vittima del 12 luglio 2011. Nella missiva lei chiedeva a lui maggiori tutele per la figlia Livia, legittimamente riconosciuta dal padre, ma non trattata come gli altri figli avuti da Jori da altre due donne.

