22 LUGLIO

21 Luglio 2023

Oggi, ma nel 1971, a Torino, Pier Paolo Pasolini veniva rinviato a giudizio dalla Corte d’assise, nella persona del sostituto procuratore Francesco Marzachi, in qualità di direttore responsabile della testata di estrema sinistra “Lotta continua”. Le accuse erano di istigazione ai militari a disobbedire alle leggi, apologia sovversiva e antinazionale, istigazione a delinquere.

I fatti contestati si erano verificati quando, tra luglio 1970 e maggio 1971, alla guida del giornale c’era stato lo scrittore-regista. Con lui venivano processati, per direttissima, anche altri 5 ex direttori responsabili: Pio Baldelli, Piergiorgio Bellocchio, Roberto Roversi, Marco Pannella e Gianfranco Pintore. Ancora erano coinvolti 36 aderenti al movimento della sinistra extraparlamentare, tra i quali Adriano Sofri, Luigi Bobbio e Guido Viale.

L’udienza sarà aggiornata al 18 ottobre successivo, ma Pasolini (nella foto, particolare, proprio nel 1971, alla libreria Croce, di Roma, nello scatto di Vittorio La Verde) non si presenterà in aula. Fondato l’1 novembre 1969, proprio nel capoluogo piemontese, come settimanale, “Lotta continua” diverrà quotidiano l’11 aprile 1972. Chiuderà il 13 giugno 1982. Dalla nascita, fino al 1976, anno dello scioglimento del gruppo politico, “Lotta continua” sarà l'organo ufficiale dell’omonimo movimento “rosso”. Oltre ai già menzionati, “Lotta continua” annovererà tra i direttori responsabili: Giampiero Mughini, Adele Cambria, Nicola Zitara, Alexander Langer, Enrico Deaglio.

Il regista de “Il Decameron” e “ Salò o le 120 giornate di Sodoma” aveva diretto “LC” ufficialmente dall’1 marzo 1971 fino all’1 aprile, per prendere parte alla rotazione di intellettuali italiani che avevano sposato la causa. Il 18 ottobre di quel 1971 la Corte d’assise torinese sospenderà l’iter giudiziario rinviando a nuovo ruolo. Pasolini aveva accettato l’incarico pur non condividendo la linea editoriale e politica dell’ideologo Sofri. Tra i direttori alla sbarra, Pasolini, nato a Bologna nel 1922, era il più in là con l’età. Baldelli e Roversi, rispettivamente di Perugia e di Bologna, erano del 1923. Pannella, di Teramo, era del 1930. Bellocchio, di Piacenza, era del 1931. Pintore, di Irgoli, in quel di Nuoro, era del 1939.