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22 novembre

Oggi, ma nel 1956, a Melbourne, in Australia, Filippo di Edimburgo, principe consorte della regina Elisabetta II d’Inghilterra, officiava la cerimonia d’apertura della XVI edizione delle Olimpiadi moderne. Era la prima volta dei giochi a cinque cerchi, che termineranno l’8 dicembre successivo, disputata nell’emisfero meridionale del globo terrestre. La spedizione azzurra si distinguerà con 25 medaglie: 8 d’oro, altrettante d’argento, e 9 di bronzo.

I riconoscimenti principali saranno, il 7 dicembre, per Ercole Baldini, che trionferà nella prova individuale di ciclismo su strada, dopo 187,73 chilometri. Con Leandro Faggin, il 6 dicembre, sempre nel ciclismo, che appenderà al collo la medaglia d’oro nel chilometro con partenza da fermo, stabilendo anche il record olimpico con il tempo di 1’09”8. Sempre Faggin primeggerà pure nell’inseguimento a squadre, il 4 dicembre, insieme a Valentino Gasparella, Antonio Domenicali, Franco Gandini, Virginio Pizzali.

L’Italia sbaraglierà le altre nazioni nella spada individuale maschile, il 30 novembre, occupando tutti e tre i gradini del podio con Carlo Pavesi, primo, Giuseppe Delfino, secondo, ed Edoardo Mangarotti, terzo. Ma la medaglia aurea arriverà anche nella spada a squadre maschile, il 28 novembre, con Edoardo Mangiarotti, Giuseppe Delfino, Carlo Pavesi, Franco Bertinetti, Giorgio Anglesio, Alberto Pellegrino. Anche nel fioretto a squadre maschile, il 23 novembre, la medaglia del metallo più prezioso sarà appannaggio tricolore, con: Giancarlo Bergamini, Luigi Carpaneda, Manlio Di Rosa, Vittorio Lucarelli, Edoardo Mangiarotti, Antonio Spallino.

D’oro sarà anche la prestazione nel tiro dalla fossa olimpica, l’1 dicembre, con Galliano Rossini. E d’oro sarà pure la prova nel canottaggio maschile, nella specialità del 4 con, il 27 novembre, grazie a: Alberto Winkler, Romano Sgheiz, Angelo Vanzin, Franco Trincavelli e Ivo Stefanoni in qualità di timoniere (nella foto, particolare, l’equipaggio al completo), tutti ufficialmente operai della Moto Guzzi di Mandello sul Lario, in provincia di Lecco, allenati da Angelo Alippi.

Tra i 135 atleti della nazionale italiana, tra i quali figuravano 15 donne, impegnati complessivamente in 14 discipline, Carlo Pedersoli, che diverrà universalmente noto sul grande schermo come Bud Spencer, anche in coppia con Terence Hill, già con ruoli da attore alle spalle, già presente nel precedente appuntamento olimpico di Helsinki, in Finlandia, nel 1952, in vasca nei cento metri di nuoto stile libero, nella terra dei canguri arriverà alle semifinali, sempre nei cento metri stile libero. E sarà la sua ultima sfida nella massima competizione sportiva.

Le Olimpiadi di Melbourne annoveravano anche gli azzurri Raimondo D’Inzeo, ufficiale dei carabinieri, futuro generale, considerato, insieme al fratello Piero, ufficiale di cavalleria, tra i migliori esponenti dell’equitazione non solo del Belpaese. I due D’Inzeo saranno in grado di collezionare, ciascuno, il primato di 8 presenze olimpiche, dal 1948 al 1976, con 6 medaglie a cinque cerchi a testa. A Melbourne 1956, infine, c’era anche Agostino Straulino, nella vela categoria star, ufficiale di Marina, futuro ammiraglio, a fare sua la medaglia d’argento, il 5 dicembre, insieme a Nicolò Rode.