23 dicembre

Oggi, ma nel 1924, a Torino, usciva il primo numero del «Baretti», quindicinale di politica e cultura (nella foto, particolare della testata) fondato e diretto dal ventiquattrenne Piero Gobetti che ne era anche l'editore. Arrivava dopo l'annuncio dato nell'edizione del 15 novembre '24 del settimanale «Rivoluzione liberale», altra creatura editoriale di Gobetti, nata il 12 febbraio 1922 dopo la fine della breve avventura di «Energie nove». Il «Baretti» verrà chiuso per ordine del prefetto del capoluogo piemontese Luigi Maggioni, dato il taglio antifascista, prima del Natale 1928 quando Gobetti sarà sotto terra già da due anni a causa delle percosse degli squadristi. L'intestazione era un omaggio al letterato torinese settecentesco Giuseppe Baretti (1719-1789). Nel primo numero firmavano, oltre al fondo di presentazione siglato da Gobetti, tra gli altri, Natalino Sapegno e Giuseppe Prezzolini. Altri collaboratori di rango saranno: Augusto Monti, Leone Ginzburg, Giovanni Ansaldo, Luigi Einaudi, Giustino Fortunato, Eugenio Montale e Benedetto Croce.

