23 FEBBRAIO

Oggi, ma nel 1887, a Bussana, in provincia di Imperia, il terremoto distruggeva l’abitato e uccideva 220 cittadini, schiacciati dal crollo della volta della chiesa di Sant’Egidio. Erano riuniti, alle 6.29 per la messa del mercoledì delle ceneri (nella foto, particolare, l’edificio di culto dopo la scossa). Il sisma, con epicentro Diano marina, di X grado della scala Mercalli, causava complessivamente 644 vittime.
Contestualmente, la terra che tremava, scatenava il maremoto con onde che ad Alassio raggiungevano i 4 metri di altezza. La legge 31 maggio 1887, numero 4511, emanata dall’VIII governo, guidato da Agostino De Pretis, leader della sinistra storica, quantificherà in 15.409.842 lire, il danno economico totale per 106 municipalità. Bussana verrà abbandonata nel 1894 e nel 1899 ci sarà la posa della prima pietra, nell’area di Capo Marine, tre chilometri più a valle, dell’edificio municipale della parte nuova che poi, nel 1928, verrà inglobata, come frazione, nel territorio comunale di Sanremo.
Bussana vecchia verrà recuperata, nel 1959, con Mario Giani, detto “Clizia”, ceramista torinese, quando alcuni artisti, sia italiani che stranieri, riutilizzeranno alcuni locali diroccati trasformando i ruderi in galleria d’arte diffusa. A Bussana mare, ovvero l’aerea costiera della parte nuova, dal 1988, sarà presente il moderno mercato dei fiori e nel Palafiori, dal 28 febbraio al 3 marzo 1990, si terrà la edizione numero 40 del Festival della canzone italiana, che sarà vinto dai Pooh, con il brano “Uomini soli”.

