23 MARZO

Oggi, ma nel 1995, a Cuggiago in provincia di Como, al Palasport Pianella, la Comense, formazione femminile di basket, vinceva la Coppa dei campioni, battendo, davanti a 5mila spettatori, il Valencia, per 64 a 57. Per le nero-stellate era il secondo titolo europeo a squadre consecutivo, dopo quello conquistato l’anno precedente in Polonia, da aggiungere al proprio palmares, di club tra i più titolati d’Italia.
La stagione agonistica ’95 era caratterizzata dal Grande slam, ovvero la collezione dello scudetto, che era il quinto consecutivo, della già menzionata Coppa dei campioni (nella foto, particolare, un momento di festeggiamenti) e Mundialito per società in Brasile. La Comense aveva totalizzato 50 vittorie e 2 sole sconfitte nella stagione di serie A1 tricolore.
La rosa, allenata dal romano Aldo Corno, era composta da: Angela Arcangeli, Viviana Ballabio, Mara Fullin, Bridgette Gordon, Razija Mujanović, Elena Paparazzo, Catarina Pollini, Silvia Todeschini. Solo nella finale, quel 23 marzo 1995, la Mujanović bosniaca- di Ratkovići, classe 1967, di 201 centimetri, alla Comense dal 1992, che nel ’98 andrà a vestire la divisa delle Detroit Shock, nella Nba femminile, già medaglia d’argento olimpica a Seoul nel 1988, con la nazionale jugoslava- segnava 23 punti.
In quel 1995 la Fullin, vicentina del 1965, ala-guardia di 183 centimetri, in forza dal 1990 nella società fondata nel 1872, veniva decretata cestista dell’anno. Doveva contendere il primato alle compagne di squadra Ballabio e Gordon. La prima delle due, di Mariano Comense, del 1967, di 172 centimetri, playmaker, era nella Comense dal 1983 e vi rimarrà fino al 2003: verrà ritenuta tra le atlete più vincenti del Belpaese. La Gordon invece, ala statunitense, di DeLand, del 1967, di 183 centimetri, era nella Comense dal 1989 e nel ‘97 tornerà negli Usa, nella massima selezione a stelle e strisce, con le Sacramento Monarchs, ma ai giochi in Corea del Sud, dell’88, aveva meritato la medaglia del metallo più pregiato con la nazionale americana.

