24 agosto

23 Agosto 2019

Oggi, ma nel 1989, a Villa Literno di Caserta, nel capannone di via Gallinelle, veniva ucciso, con tre colpi di pistola calibro 7,65, il sudafricano Jerry Essan Masslo, classe 1959 di Umtata, durante una rapina compiuta dai cosiddetti "squadroni della morte" che intimidivano i "pummarò". La vittima era nel ricovero di fortuna per la notte insieme ad altri 28 extracomunitari che in zona raccoglievano pomodori a giornata, in condizioni disumane, per la stagione estiva, nelle terre controllate dal clan camorristico dei casalesi. Masslo era arrivato a Roma in aereo atterrando a Fiumicino il 21 marzo 1988 dopo essere passato a bordo di una nave cargo per Port Harcourt in Nigeria. Ma, nella Capitale, nonostante avesse fatto domanda di asilo politico, non gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato, aperto solo ai provenienti dall'Europa dell'est. La Cgil chiederà ed otterrà, per il 28 agosto 1989, i funerali di Stato (nella foto la bara e il ritratto di Masslo) che vedranno la partecipazione anche del ministro degli Affari esteri del Partito socialista italiano Gianni De Michelis e la diretta televisiva mandata in onda dal Tg2 Rai. Ad accogliere la bara sarà il cimitero di Villa Literno, dove nel trentennale della morte, il 24 agosto 2019, si terrà la commemorazione. L'omicidio Masslo causerà una enorme impressione sull'opinione pubblica e il 7 ottobre 1989, a Roma, si svolgerà la prima grande manifestazione nazionale anti razzismo, con 200mila partecipanti tra italiani e stranieri. Per rimediare il Governo Andreotti VI, in carica dal 23 luglio 1989, con il democristiano Giulio Andreotti presidente del consiglio dei ministri, varerà il decreto legge 30 dicembre 1989 numero 416, "norme urgenti sulla condizione dello straniero", poi convertito nella legge Martelli, la numero 39 del 28 febbraio 1990.