24 luglio

23 Luglio 2018

Oggi, ma nel 1908, a Londra, Dorando Pietri (nella foto) vinceva e perdeva la maratona olimpica entrando nella storia dell'atletica leggera. Verrà infatti squalificato, su richiesta del team statunitense, per essere stato sorretto ed aiutato a rialzarsi dal giudice di gara Jack Andrew e dal capo dello staff medico Michael Bulger. La medaglia d'oro andrà all'americano Johnny Hayes giunto secondo. L'atleta italiano, nato a Mandrio di Correggio nel 1885, partito dal Castello di Windsor insieme ad altri 56 concorrenti, aveva chiuso i 42,195 chilometri della gara in 2h54'46". Ma aveva impiegato 10 minuti solo nel percorrere gli ultimi 500 metri perché stremato dalla fatica e dalla disidratazione. Al 39° chilometro aveva iniziato la rimonta sul sudafricano Charles Hefferon che conduceva la gara fin dal 32° chilometro. Poi Pietri era entrato in crisi ed era caduto 5 volte. La regina Alessandra riconoscerà la sua caparbietà consegnandogli una speciale coppa d'argento. L'impresa agonistica farà il giro del mondo grazie all'appassionata cronaca scritta per il «Daily Mail» da Arthur Conan Doyle, il padre dell'ispettore Sherlock Holmes.