24 Marzo

23 Marzo 2019

Oggi, ma nel 1849, da Novara, nella notte partiva la fuga dell'ex re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia verso l'esilio in Portogallo. La sera del 23 marzo, giorno della pesante sconfitta di Novara che metteva fine alla prima guerra d'indipendenza, aveva abdicato (nel disegno) in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Aveva posto fine al suo regno, iniziato il 27 aprile 1831, sperando che tale gesto consentisse al nuovo sovrano di spuntare con gli austriaci condizioni di resa meno pesanti. L'intuizione si rivelerà esatta: nell'incontro dello stesso 24 marzo tra Vittorio Emanuele II e il maresciallo asburgico Josef Radetzky, per l'armistizio di Vignale, effettivamente il neo re verrà agevolato. Carlo Alberto, nel suo ultimo viaggio, sarà fermato a Orfengo, tra Novara e Vercelli, sede di un posto di blocco austriaco, e interrogato dal generale Georg Thurn Valsassina, al quale fornirà le generalità di conte di Barge (che era uno dei titoli effettivamente posseduti) e lasciato passare. Arriverà il 26 marzo nel Principato di Monaco e l'11 aprile, a Oporto, sua destinazione finale, dopo essere transitato per Nizza, allora sarda, e per la Francia. Morirà a Oporto il 28 luglio successivo, dopo essere stato minato da tre infarti. Imbalsamato ed esposto a Oporto tornerà a Torino per il funerale del 13 ottobre. Il giorno successivo, la sepoltura nella basilica di Superga.

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