24 MARZO

23 Marzo 2023

Oggi, ma nel 1848, ad Osoppo, in provincia di Udine, sulla rocca Savorgnana, 475 volontari, agli ordini del tenente colonnello Licurgo Zannini, iniziavano la resistenza, che durerà fino al 13 ottobre successivo, contro gli austriaci del feldmaresciallo Joseph Radetzky che assediavano la cittadina. Il 29 maggio, Zannini e i suoi resistenti, coadiuvati da Leonardo Andervolti, isseranno la bandiera tricolore italiana sul punto più alto della fortezza, (nella foto, particolare, da un’incisione riportata su Il Corriere della Sera, il 4 settembre 2010, a corredo dell’articolo “La fortezza che fermò le giubbe bianche”, di Fulvio Salimbeni) inneggiando all’unità nazionale.

Quanto avveniva sul colle di San Rocco rientrava nel contesto della prima guerra d’indipendenza italiana. Il 14 ottobre di quel 1848, i 5mila soldati d’Austria costringeranno alla resa il drappello d’irriducibili, che rappresentava la repubblica veneziana di San Marco, sorta il 22 marzo precedente. Gli uomini di Zannini, più avvezzi ad impugnare la zappa che il fucile, a detta del loro stesso capo, rappresenteranno un alto momento di eroismo. Gli asburgici concederanno ai patrioti friulani l’onore delle armi e il permesso di lasciare Osoppo con la bandiera spiegata, la fanfara in testa e i cannoni carichi.

L’episodio verrà onorato dalle formazioni partigiane autonome, d’ispirazione laica, liberale, socialista e cattolica, che nella Carnia friulana, agiranno, a margine del secondo conflitto mondiale, come brigate Osoppo. Queste ultime istituiranno un ideale collegamento tra primo e secondo Risorgimento. Tutta la vicenda verrà raccontata da Paola Ferraris nel volume intitolato “L’aquila e il leone: l’assedio di Osoppo del 1848”, che sarà pubblicato da la Nuova Base, di Udine, nel 1998.