25 Agosto

Oggi, ma nel 1923, a Zurigo, Libero Ferrario (nella foto in un ritaglio del giornale «Triple sport») su bici Gloria vinceva la terza edizione del Mondiale di ciclismo su strada in linea, categoria dilettanti (non essendo prevista quella dei professionisti). Classe 1901, nato a Parabiago, completava i 188 chilometri del percorso in 5 ore e 25 minuti. Era il primo italiano a conquistare il titolo iridato. Secondo e terzo arrivavano Othmar Eichenberger e Georges Antenem, entrambi svizzeri. Nel 1921 il campionato del mondo si era disputato a Copenaghen e nel 1922 a Liverpool. Nel 1924 a Parigi, nell'edizione che vedrà trionfare il transalpino Andrè Leducq, Ferrario si piazzerà quarto dietro a un altro francese col bronzo al collo: Armand Blanchonnet. Per rifarsi punterà a vincere, riuscendoci, l'edizione 1924 della classica Tre Valli Varesine. Consacrerà così il suo percorso da campione iniziato nel 1920 a Bari dove aveva trionfato nel campionato militare a squadre. Lo sfortunato alfiere del ciclismo eroico tricolore però morirà presto: di tisi, nel 1930, a soli 29 anni.
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