25 MARZO

Oggi, ma nel 1928, a Roma, si celebravano in più forme, i rapporti di cordialità tra Italia ed Ungheria. All’Augusteo si teneva il concerto di musica ungherese diretto da Antal Fleischer, con l’orchestra della regia Accademia di Santa Cecilia. L’evento musicale segnava il prosieguo dei rapporti con il regno magiaro, amministrato dal reggente Miklós Horthy, che aveva il fulcro giornaliero nell’incontro di calcio, allo stadio nazionale del Partito nazionale fascista, tra la selezione tricolore e quella ungherese. Gara che terminava 4 a 3 per i padroni di casa e che era valida per la Coppa internazionale.
Era la prima volta che gli azzurri avessero la meglio sugli ungheresi. Quella sfida del pallone (nella foto, particolare, la compagine allenata da Augusto Rangone, irrigidita nel saluto romano prima del fischio d’inizio) era anche la prima ad essere commentata in diretta alla radio Eiar, da Giuseppe Sabelli Fioretti, in forza alla redazione romana della Gazzetta dello sport. Erano radunati 32mila spettatori per l’inaugurazione del nuovo impianto sportivo voluto da Benito Mussolini. Nella mattinata, per migliorare i rapporti diplomatici tra Roma e Budapest, il Duce, accompagnato da Ludovico Spada Veralli Potenziani, governatore della Capitale, presenziava alla cerimonia di consegna, in Campidoglio, di una colonna del Foro Italico che veniva donata alla nazione ospite. Per l’occasione si faceva immortalare nel filmato realizzato in bianco e nero e muto, dell’Istituto Luce.
La linea d’amicizia tra il Belpaese e l’Ungheria, era stata delineata dopo il primo conflitto mondiale, ma, di fatto, la massima popolarità del figlio del fabbro di Predappio, in quel Paese, risaliva alla fine del 1927, quando era stato pubblicato il libro biografico, scritto da Margherita Sarfatti, tradotto da uno dei più popolari scrittori ungheresi, Dezső Kosztolányi.

