25 SETTEMBRE

24 Settembre 2023

Oggi, ma nel 1881, a Bologna, nel quattrocentesco palazzo appartenuto al fisiologo di fama internazionale Luigi Galvani, veniva inaugurato il Museo civico archeologico, che si collocherà tra le più importanti raccolte del Belpaese. Il vernissage annoverava la partecipazione del sindaco Gaetano Tacconi, esponente della Destra storica, al secondo mandato, in carica dal 23 aprile 1874, massone della locale loggia Galvani.

Il centro sarà particolarmente rappresentativo con reperti preistorici, antichità egizie e manufatti dell’età romana. Sorgeva dalla fusione dell’Universitario, erede delle Stanze delle antichità dell’Accademia delle scienze, fondata da Luigi Ferdinando Marsili, col Comunale, che annoverava anche la collezione di gran valore del pittore Pelagio Palagi. L’edificio ospitante, posto in via dell’Archiginnasio, era conosciuto come “Ospedale della morte”, ossia Ospedale di Santa Maria della morte, ed era stato ristrutturato nel 1875.

Tra le particolarità dei possedimenti museali esposti al pubblico ci saranno, nella sezione greca, la testa in marmo pentelico dell’Athena Lemnia (nella foto, particolare, quella catalogata come “Testa Palagi, acquistata, nel 1829, nella bottega dell’antiquario veneziano Antonio Sanquirico e poi donata al Municipio), proveniente proprio dalla raccolta Palagi, che era a sua volta, copia in bronzo, di buona fattura, d’età augustea, dell’originale fidiaco in bronzo, del V secolo avanti Cristo, posta sull’Acropoli ad Atene. Mentre, per quanto riguarda l’area di pezzi provenienti dall’antico Egitto, vi saranno i rilievi provenienti dalla tomba del faraone della XVIII dinastia Horemheb di Saqqara, deceduto nel 1292 avanti Cristo.

Ancora, tra i reperti, ci sarà la situla in bronzo, ovvero vaso potorio, decorata con scene di vita militare, civile e religiosa, derivante dal sepolcreto della Certosa. Ovviamente, all’interno della sede museale vi saranno anche testimonianze tangibili dell’arte etrusca rinvenuta nel territorio della città felsinea. Prima del taglio del nastro, il museo aveva ospitato l’allestimento realizzato in occasione del quinto Congresso internazionale di antropologia e archeologia preistoriche, che era stato ospitato in un’ala della biblioteca dell’Archiginnasio.