26 Agosto

Oggi, ma nel 1260, a San Zenone degli Ezzelini, nel castello di colle Castellaro, le truppe crociate filo-papali provenienti da Venezia, Trento, Padova, Verona e Vicenza, su ordine del podestà di Treviso, Marco Badoer, sterminavano la famiglia da Romano. Dopo aver corrotto i mercenari tedeschi al soldo degli Ezzelini ed essere riusciti a fare breccia nel maniero di Alberico II (nel disegno di Giuseppe Gatteri), il capostipite, veniva legato alla coda di un cavallo e trascinato per rovi e sterpi quindi il cadavere squartato e bruciato. I figli Giovanni, Romano, Ugolino e Alberico, avuti dalla prima moglie Beatrice, venivano decapitati. Stessa sorte toccò al figlio avuto dalla seconda moglie Margherita. Quest'ultima, insieme alle figlie Griseida e Amabilia, fu denudata e arsa viva sul rogo. Questa macabra esecuzione della sentenza capitale decisa 5 mesi prima a Treviso verrà raccontata dal frate francescano Salimbene de Adam da Parma, testimone oculare, nella sua «Cronica dal 1168 al 1287». Alberico II era figlio di Ezzelino II detto Il monaco e fratello di Ezzelino III. Era stato podestà di Vicenza nel 1227 e di Treviso, dal 1240 al 1257. Ma soprattutto, per la sua condotta ritenuta violenta e immorale, nel 1258, era stato scomunicato da papa Alessandro IV e questo aveva decretato la sua fine.
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