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26 gennaio

26 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1988, a Milano, al civico 2/a di via Morigi, alle 19, veniva freddato, nel box auto della sua lussuosa e centrale abitazione, di spalle, con due colpi alla nuca di pistola calibro 22 sparati a distanza ravvicinata, Enzo Isola, di 72 anni, industriale dei pannolini già presidente della Daipers con stabilimento a Garlasco, in provincia di Pavia, e il colpevole non verrà mai assicurato alla giustizia. Nonostante l'inchiesta condotta dal brillante magistrato Alberto Nobili. La moglie della vittima, Maria Teresa Scanziani, detta “Susy”, di 62, sposata in quelle che erano seconde nozze per entrambi, verrà scagionata dalla prova del guanto di paraffina dopo essere stata trascinata nel tortuoso iter giudiziario.

Isola, tra l’altro, era il suocero del cantante “Tony Santagata”, al secolo Antonio Morese, proveniente da Sant’Agata di Puglia, marito della figlia Giovanna, chiamata “Vanna”, avuta dal primo matrimonio, autore ed interprete tra l’altro del successo “Quant'è bello lu primm'ammore”, del 1974, pezzo destinato ad entrare negli annali della musica folk tricolore. Isola aveva anche un altro figlio, sempre di primo letto, Franco, di 42 anni, bloccato sulla sedia a rotelle per un incidente stradale. Sia l’arma del delitto che il telecomando apri-garage non verranno mai rinvenuti.

Ma il malcapitato non veniva derubato nonostante avesse soldi in tasca, indossasse un orologio di notevole pregio al polso e la sua Volvo 780 dotata anche di telefono fosse parcheggiata a pochi metri da lui. Neanche nella elegante casa, disposta su due piani, veniva rinvenuta alcuna effrazione né scovato un oggetto mancante, nonostante la grande quantità di beni di valore. Ciò farà decadere l’ipotesi dell’esecuzione per soldi. Del giallo se ne occuperà pure il maestro del noir Renato Olivieri - tra l'altro padre del Commissario Ambrosio, tra i detective più conosciuti nel panorama poliziesco letterario del Belpaese, trasposto anche sul grande schermo ed interpretato dall'attore Ugo Tognazzi - che suggerirà di battere la pista passionale.

Ma alla fine anche la spinosa faccenda dell'amante Enrica Locatelli (nella foto, particolare, la notizia riportata sul quotidiano meneghino “Corriere della Sera” del 29 gennaio di quel 1988, a firma di Michele Brambilla) chiamata “Chicca”, di Crema, in quel di Cremona, di 34, non porterà a nulla. E non produrrà risultati neppure scandagliare la via degli affari. Isola, infatti, aveva alle spalle sia guai finanziari, risalenti al 1985, ovvero a tre anni prima dell’agguato letale, ma anche la controversa questione della vendita dell'azienda che oltremodo lo aveva portato a intascare l'introito parziale, di 400 milioni di lire, proprio a ridosso del fatto di sangue.