Quando il re Umberto arrivò in slitta a Roccaraso

foto tratta dall’archivio dell’Istituto Luce
Gli albori della stazione sciistica, l’appello della tiktoker e la mano di Dio che salvò Sorrentino
C’era una volta un re, su una slitta trainata sa un cavallo, che assistette al Campionato di sci di fondo sulle nevi di Roccaraso. È il 31 gennaio 1932 e la presenza di Umberto II di Savoia per la stazione sciistica dell’Alto Sangro rappresenta un punto di svolta. Da quel preciso momento il comprensorio viene denominato “Cortina d’Ampezzo del sud”, la zona viene presa d’assalto da rappresentanti dell’alta borghesia e dai rampolli della nobiltà. Qualche anno prima, nel 1922, era nato il primo sci club Roccaraso. Erano stati gli alpini a organizzare corsi di sci per i valligiani con l’obiettivo di poterli arruolare. Nacque una pattuglia di aspiranti maestri e chi batté tutti sul tempo fu Giovanni Di Vitto, che nel 1937 prese “i gradi” di primo maestro di sci del centrosud.
E se per raggiungere Roccaraso oggi c’è chi sceglie il romantico tragitto della Transiberiana d’Abruzzo, con partenza da Sulmona, per la gioia degli occhi di un panorama dalle mille sfumature, c’è chi si muove nella direzione opposta. Caciarona e confusionaria come quella alimentata da un appello su tik tok della influencer Rita De Crescenzo che l’anno scorso fece affluire a Roccaraso ben 220 pullman e 12mila persone. Ne scaturì una paralisi del traffico e disagi a non finire. Tanto che il sindaco Francesco Di Donato è stato costretto a emettere un’ordinanza per limitare l’ingresso dei bus in paese – massimo 50 – e la prenotazione fino a esaurimento posti.
Nonostante i ripetuti inviti della tik toker napoletana e del suo omologo Anthony Sansone, la situazione è tornata alla normalità. Ma Roccaraso è legata anche al mondo del cinema e un regista premio Oscar come Paolo Sorrentino era di casa in paese. Anzi, una casa ce l’aveva fino a quando una tragedia non si è portata via i suoi genitori a causa di una fuoriuscita di monossido di carbonio.
Il suo film “È stata la mano di Dio” racconta proprio la sua storia e la mano di Dio era quella di Diego Armando Maradona. Quel week end il giovane Paolo Sorrentino seguì il suo Napoli nella trasferta di Empoli e non andò a Roccaraso. Si salvò per questo e così l’autore di uno dei gol più beffardi della storia del calcio, il gol con il pugno all’Inghilterra durante i mondiali di calcio in Messico del 1986, lo ha salvato da morte quasi certa. E quando si parla di cinema non si può non parlare del fenomeno italiano Checco Zalone, il quale nel film “Quo vado” mentre è al telefono con la madre urla: “Mamma, sono al circolo polare artico, qui fa più freddo di Roccaraso”. Dal re d’Italia del secolo scorso al re degli incassi Zalone. Una storia comune.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

