26 GIUGNO

26 Giugno 2023

Oggi, ma nel 2000, a Roma, il pontefice Giovanni Paolo II divulgava il terzo segreto di Fatima, ovvero il messaggio numero tre comunicato dalla Madonna ai tre pastorelli, Lucia dos Santos, di 10 anni, e i fratelli Francisco, di 9, e Jacinta Marto, di 7, nelle apparizioni portoghesi, avvenute tra il 13 maggio ed il 13 ottobre 1917, e custodito nella memoria di suor Maria Lucia de Jesus e del Cuore immacolato.

Il terzo segreto di Fatima, nell’ interpretazione dell’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale tedesco Joseph Ratzinger, era reputato, in estrema sintesi, come l’intervento divino nella deviazione del proiettile, altrimenti fatale, nell’attentato al Santo padre, del 13 maggio 1981, in piazza San Pietro, da parte dell’esponente turco dei “Lupi grigi” Mehmet Ali Ağca. Il terzo segreto di Fatima (nella foto, particolare, i tre pastorinhos), era stato smembrato in tre trascrizioni e le prime due parti erano contenute nella stesura di suor Lucia, nel 31 agosto 194.

La terza parte, quella rivelata dal polacco Karol Woyjitila, era stata vergata da Suor Lucia, su ordine del vescovo di Leiria, José Alves Correia da Silva, il 3 gennaio 1944, e custodita in busta chiusa in Vaticano. Benché i tempi fossero già decorsi, il terzo segreto non era stato ufficializzato né da Papa Giovanni XXIII, neppure da Paolo VI, tantomeno da Giovanni Paolo I. Sarà lo stesso Papa Ratzinger, elevato al soglio pontificio come Benedetto XVI, il 13 maggio 2010, nell’omelia che terrà proprio a Fatima, sulla spianata del santuario, in occasione del viaggio apostolico in Portogallo per il decimo anniversario della beatificazione di Jacinta e Francesco, a specificare che: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa».