27 FEBBRAIO

Oggi, ma nel 1969, a Roma, durante la contestazione antiimperialista nei confronti del presidente Usa Richard Nixon, in visita ufficiale, lo studente Domenico “Mimmo” Congedo, di 24 anni, inseguito dai neofascisti, si schiantava cadendo dal terzo piano della facoltà di Magistero. Iscritto a Lingue e letterature straniere, pugliese residente a Galatina, in provincia di Lecce, nato a Monteroni, classe 1945, anarchico aderente al Movimento studentesco, veniva inutilmente trasportato, con ritardo, al Policlinico Umberto I.
Era stato tradito dal cornicione di marmo di una finestra (nella foto, particolare, un poliziotto durante i rilievi) dello stabile, occupato, di Piazza della Repubblica. Il decesso di Congedo comportava l’annullamento di alcuni impegni ufficiali del capo di Stato americano, inclusa la conferenza stampa congiunta con il presidente della Repubblica italiana, Giuseppe Saragat, e il presidente del Consiglio del ministri Mariano Rumor.
La prematura scomparsa di Congedo verrà racchiusa come semplice incidente dovuto al cedimento strutturale della traversina. Il quotidiano, orientato a sinistra, “Paese sera”, nell’edizione del giorno successivo, 28 febbraio, denuncerà la presunta connivenza tra forze dell’ordine ed i raggruppamenti eversivi, a ridosso della persecuzione di Congedo. Quel 27 febbraio 1969, prima dell’assalto all’ateneo, gli esponenti della destra extraparlamentare avevano assaltato la sede del Partito Radicale, strappando lo striscione anti Nixon, contenente le critiche sull’azione armata a stelle e strisce in Vietnam.

