27 gennaio

Oggi, ma nel 1302, a Firenze, il podestà Cante Gabrielli (appartenente ai guelfi neri) condannava a morte, in contumacia, Dante Alighieri per «baratteria, pederastia, frode»: il poeta rimarrà in esilio
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Oggi, ma nel 1302, a Firenze, il podestà Cante Gabrielli (appartenente ai guelfi neri) condannava a morte, in contumacia, Dante Alighieri per «baratteria, pederastia, frode»: il poeta rimarrà in esilio