27 GIUGNO

26 Giugno 2023

Oggi, ma nel 1964, a Trento, Giuseppe “Beppino” Disertori, psichiatra e accademico di fama, già partigiano, esponente di spicco regionale del Partito repubblicano italiano, commemorava l’estremo sacrificio del conte Giannantonio Manci, nel ventennale della morte. Quest’ultimo, il 6 luglio 1944 si era lanciato dalla finestra del terzo piano della sede della Gestapo di Bolzano (nella foto, particolare, la cerimonia funebre) per sfuggire, quale numero uno del Comitato di liberazione tridentino, all’ennesima seduta di torture da parte dei tedeschi, dal giorno dell’arresto, avvenuto il 28 giugno precedente.

Manci, anche lui repubblicano dal 1920, animatore con Randolfo Pacciardi del movimento “Italia libera”, era tato insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria, quale capitano di complemento nel battaglione “Brenta” del VI reggimento degli Alpini e partigiano combattente. Lo stesso Disertori aveva preso parte, il 20 e 21 settembre 1943, alla prima riunione del Cln di Trento. Manci era stato preso insieme a Gastone Franchetti, detto “Fieramosca”, eroe della Resistenza, fucilato il 29 agosto 1944, nel poligono di tiro bolzanese. A far cadere in trappola Manci e Franchetti era stata la spia al servizio della polizia nazista, Fiore Lutterotti, con delazione del 7 giugno ’44, con la quale spiegava anche i dettagli della composizione e dell’azione della brigata partigiana “Cesare Battisti”, della quale Manci era componente e finanziatore.

Il 6 luglio 1954 l’amministrazione municipale di Trento, guidata dal democristiano Nilo Piccoli, aveva svelato la lapide commemorativa del suicidio per la patria di Manci, in piazza Battisti. Tutta la vicenda politica ed umana di Manci era stata raccontata dallo stesso Disertori nel volumetto di 83 pagine, intitolato “Giannantonio Manci, 14 dicembre 1901-6 luglio 1944”, pubblicato dall’editore Temi, ovvero Tipografia editrice mutilati e invalidi, di Trento, nel 1946. Disertori vorrà curare anche l’orazione nel 40° della dipartita terrena dell’amico Manci e il suo intervento verrà pubblicato nel numero 4 di “Archivio trimestrale”, di Roma, 1984.