27 SETTEMBRE

Oggi, ma nel 1917, a Ponte di Legno, in provincia di Brescia, a 1258 metri sul livello del mare, l’abitato veniva raso al suolo dal bombardamento austroungarico effettuato dall’artiglieria pesante dai forti del Tonale, con 917 scariche esplosive di grande calibro. Alla prima ondata distruttiva seguiva una seconda, di analoga portata, poiché dall’Osservatorio strategico dei Monticelli era stata segnalato che le costruzioni fossero ancora in piedi.
L’ira asburgica si scagliava contro i civili e il piccolo centro posto all’estremità settentrionale della Valle Camonica, quale reazione all’azione tricolore: due giorni prima le batterie di montagna del regio Esercito avevano preso di mira le posizioni d’alta quota avversarie, anche con il contributo dal cielo degli aviatori. Come riporterà, in prima pagina, il quotidiano “Corriere della Sera”, il 28 settembre di quel 1917. La posizione del paese era strategica perché collegata, tramite il Passo di Gravia, alla provincia di Sondrio e, mediante quello del Tonale, a quella di Trento.
Non venivano registrate vittime poiché, temendo la rappresaglia nemica, il comando militare italiano aveva fatto evacuare i mille abitanti. Erano stati fatti sfollare nelle case più a valle, generando un cordone di inusuale ospitalità. Il salvataggio dei dalignesi rimarrà come una delle perle organizzative nel drammatico elenco delle sciagure della grande guerra combattuta sulle alture. La prima fase della ricostruzione (nella foto, particolare, una giovane in posa tra i ruderi) verrà celebrata ufficialmente il 3 settembre 1922 alla presenza del sovrano sabaudo Vittorio Emanuele III. Ma già il 31 luglio 1921, il borgo era stato ripristinato, con tanto di cerimonia e l’azione verrà studiata nei manuali di urbanistica. I finanziamenti necessari saranno non solo governativi, ma importante sarà il contributo dei privati.
All’attacco del 27 settembre 1917 da parte dei cannoni dell’imperatore Carlo I -futuro beato della Chiesa cattolica, per volere di Papa Giovanni Paolo II, il 3 ottobre 2004, in Vaticano- sarà intitolata la piazza centrale di Ponte di Legno. In occasione del centenario della pioggia di piombo proveniente dalle forze di terra dell’Aquila bicipite, il Museo della guerra bianca in Adamello, di Temù, sempre nel bresciano, pubblicherà il volume, curato dal presidente Walter Belotti, con John Ceruti, il direttore, intitolato “A ferro e fuoco. Il bombardamento di Ponte di Legno. 27 settembre 1917”.

