28 agosto

Oggi, ma nel 1988, a Renaix, nelle Fiandre, in Belgio, Maurizio Fondriest (nella foto al termine della volata conclusiva), a 23 anni, vinceva la medaglia d'oro nella prova in linea su strada dell'edizione numero 61 del mondiale di ciclismo organizzato dall'Unione ciclistica internazionale. Rimarrà il suo migliore risultato in carriera. Era il 13° azzurro ad aggiudicarsi il titolo iridato dalla fondazione.
Fondriest, classe 1965, di Cles in provincia di Trento, in forza al team Alfa Lum, professionista dal 1987 (e lo rimarrà fino al 1998, anno del ritiro), chiudeva la gara di 271, 4 chilometri in 7 ore 2 minuti e 11 secondi, a 38,571 all'ora di media, piazzandosi davanti al francese Martial Gayant giunto secondo, quindi argento, a 27' e allo spagnolo Juan Fernandez Martin terzo, cioè bronzo, a 41'. Il commissario tecnico della nazionale tricolore Alfredo Martini aveva, erroneamente, puntato maggiormente su altri atleti a sua disposizione, considerati più esperti di Fondriest. Erano: Moreno Argentin, del 1960, della Gewiss-Bianchi; Gianni Bugno, del 1964, della Chateau d'Ax; Guido Bontempi, del 1960, della Carrera jeans e Giuseppe Saronni, del 1957, della Del Tongo. Tra l'altro quella giornata belga verrà ricordata nel palmares del ciclismo italiano non solo per la "rivelazione" Fondriest, ma anche per l'oro strappato dalle donne in azzurro nella cronometro a squadre. Fondriest nel mondiale 1990 si piazzerà 9°, in quello del 1991 arriverà 11° e in quello 1993 taglierà il traguardo 5°.

