28 febbraio

Oggi, ma nel 2017, a Milano, nella sua abitazione di via Giuseppe Ripamonti, moriva, a 79 anni, per le complicazioni legate al cancro al fegato Leone Di Lernia, per un decennio, dal 1999 al 2008 e poi nel 2011, comico della trasmissione radiofonica di successo “Lo Zoo di 105” dopo aver raggiunto la popolarità dal 1990 come cantante trash-demenziale soprattutto nella lingua della sua cittadina d’origine, Trani. Ma il suo percorso “artistico” era cominciato, come “Cucciolo” Di Lernia, nel 1961, come "urlatore", tra i 22 partecipanti alla prima edizione del Festiva del Rock and roll, al Teatro Maestoso di Roma, l’8 luglio. Appuntamento entrato nella storia della musica leggera italica presentato da Fiorenzo Fiorentini e con tra gli iscritti anche personaggi destinati a diventare stelle dello spettacolo del Belpaese e reputati dagli addetti ai lavori pionieri del genere rockettaro, ma anche della sua versione più melodica, il rhythm and blues. Ovvero: Adriano Celentano e Alberto Longoni, in arte “Jack La Cayenne”, “Little Tony” al secolo Antonio Ciacci, Clemente “Clem” Sacco, Fausto “Denis” Leali, Arrigo Riccardo Agosti alias “Ghigo”, che era stato tra i primi a trattare il tema dell’omosessualità, nel 45 giri “Coccinella”, del 1959 pubblicato dall’etichetta discografica milanese Primary di Giovanni Battista Ansoldi. Come sottolineerà Marco Mazzoli, storica voce di Radio 105 sul quotidiano “La Repubblica”, del 28 febbraio 2017: «Leone Di Lernia era un grande amante dell’apparire, della conquista della notorietà e dell’essere universalmente riconosciuto, con una carica assurda». Il grande pubblico, al nord come al sud della Penisola, lo aveva iniziato a notare (nella foto, particolare, in una delle sue tipiche pose) quando aveva iniziato a sfornare le cover dei brani dance gettonatissimi nelle discoteche dello Stivale e non solo. Come, tra tutte, “Ra-ra-ri, ra-ra, pesce fritto e baccalà”, che faceva il verso a “Gypsy Woman (She’s homeless)” della statunitense Crystal Waters, uscito il 3 aprile 1991. E poi “Te sì mangiàte la banana”, che scimmiottava “The Rhythm of the Night”, tormentone della band italiana Corona, rilasciato il 5 novembre 1993. Oppure anche “Uè paparul maccaron”, rifacimento in chiave dissacratoria della traccia di culto “Pump up the Jam” della formazione belga Tecnotronic, apparso come singolo il 18 agosto 1989. Per stessa ammissione di Di Lernia era anche molto legato all’Abruzzo. Dalla data del decesso numerose saranno le commemorazioni che, il 28 febbraio, gli saranno tributate da Radio 105.
